Il 19 luglio Abderrahim Fakir, un uomo in evidente stato di sofferenza che avrebbe richiesto un intervento di contenimento passivo volto a consentire l’arrivo dei sanitari, è morto dopo essere stato pesantemente schiacciato sull’asfalto da più agenti di polizia.
L’agenzia di stampa Adnkronos spiega la dinamica: “…”L’agitazione psicomotoria acuta è, a tutti gli effetti, un’emergenza medica”…”La morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, durante un intervento delle forze dell’ordine, riporta alla ribalta una questione clinica che la medicina d’emergenza conosce da oltre trent’anni: la contenzione fisica prolungata in posizione prona, con il peso degli operatori sul torace e la compressione della nuca, può uccidere… [ci sono tre possibili cause]. “La prima è intrinseca allo stato di agitazione: l’organismo… va incontro ad aritmie maligne, ischemia, acidosi da acido lattico, rabdomiolisi con rilascio di potassio e ipertermia: una cascata che, da sola, può fermare il cuore”…”La seconda causa è la posizione prona. Schiacciato a terra, con il peso di uno o più operatori sul dorso, il soggetto non riesce più a espandere il torace e il diaframma…la CO2 si accumula, il sangue si acidifica ulteriormente, il cuore cede. La compressione del collo aggrava il quadro”. “La terza è lo spray al peperoncino, impiegato a Bologna pochi istanti prima dell’immobilizzazione. L’oleoresin capsicum (estratto oleoso naturale del peperoncino piccante, utilizzato come principio attivo) può provocare laringospasmo e broncospasmo, con dispnea e chiusura delle vie aeree, effetti che diventano pericolosi soprattutto in chi soffre d’asma. E i familiari di Fakir riferiscono che l’uomo era asmatico, con precedenti ricoveri per problemi respiratori. Il risultato è un arresto cardiaco…”.
La diffusione dei filmati dell’intervento, mostra immagini agghiaccianti. Quest’ennesimo omicidio da parte delle forze di polizia ha suscitato una giusta mobilitazione popolare. A Bologna migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni ed ai blocchi stradali scontrandosi ripetutamente con le forze di polizia che sono persino ricorse al lancio di lacrimogeni dai tetti degli edifici. Alcuni organi di stampa parlano di più di sessanta poliziotti feriti durante gli scontri. Mobilitazioni analoghe si sono svolte in numerose città italiane. Le proteste hanno coinvolto familiari, associazioni, comunità migranti, sindacati, organizzazioni politiche e singoli cittadini, mostrando come la vicenda abbia profondamente colpito la coscienza di ampi settori delle masse popolari. Anche il ministro degli esteri del Marocco e l’ambasciata marocchina in Italia hanno chiesto di “fare piena luce” su tale omicidio.
Per inquadrare questa vicenda occorre evidenziare l’incremento della repressione e delle leggi liberticide accompagnate da una propaganda, inneggiante al razzismo ed al fascismo, eversiva nei confronti della stessa Costituzione borghese. Se le forze del governo fascista in carica hanno oggi un ruolo di primo piano in questi processi, bisogna però considerare come il grado avanzato di fascistizzazione della forma politica dello Stato è espressione e risultato dell’operato, tanto dei governi di fascio-populisti, quanto di quelli del cosiddetto centro-sinistra. Forze come il M5S, il PD e la stessa CGIL a tutt’oggi colludono profondamente con le forze di governo nel garantire la possibilità dell’approvazione e della messa in atto dei vari decreti legge fascisti contro le forze ed i movimenti di opposizione. Piuttosto che chiamare alla mobilitazione generale e alla formazione nelle fabbriche, sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle università di corpi di volontari antifascisti e di nuovi partigiani, scelgono di spianare la strada all’instaurazione del regime confermando quotidianamente la miserabile natura di forze socialfasciste.
Le riforme istituzionali, l’approvazione tramite decreto legge dei decreti sicurezza, l’estensione dei poteri attribuiti alle forze dell’ordine, l’inasprimento delle misure contro le mobilitazioni sociali, la repressione quotidiana delle lotte operaie e studentesche, la criminalizzazione della solidarietà con il popolo palestinese, le politiche sempre più repressive nei confronti dei migranti e il progressivo restringimento degli spazi di mobilitazione esprimono una medesima tendenza che affonda le proprie radici nello sviluppo delle contraddizioni su scala internazionale, a partire da quella tra sistema imperialista (USA, principali paesi europei, Russia e Cina, Giappone) e popoli oppressi. Risulta palese come gli USA stiano indicando ai principali paesi europei la strada del fascismo e della guerra.
In Italia l’approfondirsi della crisi economica, il suo coinvolgimento crescente nelle imprese imperialiste genocide e nella guerra inter-imperialista, il peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari, alimentano inevitabilmente nuove contraddizioni sociali e politiche. La borghesia può soltanto tentare di governarle rafforzando progressivamente gli strumenti di controllo e di repressione. Le manifestazioni sviluppatesi dopo l’omicidio di Fakir dimostrano l’esistenza di una diffusa disponibilità alla mobilitazione contro questa offensiva. La partecipazione di lavoratori, giovani, migranti, organizzazioni sindacali, associazioni e varie realtà politiche mostra l’esistenza di un terreno comune di lotta sul quale possono incontrarsi ampi settori delle masse popolari. Questa risposta continua tuttavia a manifestarsi in forme frammentate. L’avanzamento del processo di fascistizzazione dello Stato rende necessaria la costruzione del Fronte, inteso come costruzione degli strumenti necessari per sconfiggere il fascismo e la guerra imperialista. È necessario preparare le condizioni affinché possa affermarsi un governo di Democrazia Popolare quale espressione dello sviluppo dell’organizzazione e della lotta rivoluzionaria delle masse e quale passaggio necessario del processo di transizione verso il socialismo.
COLLETTIVI DI PER LA DEMOCRAZIA POPOLARE