Volantino distribuito nella manifestazione di roma del 5 settembre.
La situazione internazionale, con l’attuale fase di parziale impantanamento degli Stati Uniti in Medio Oriente, che in prospettiva tenderà a riproporsi anche per l’America Latina, è uno dei tanti sintomi di quella lunga crisi terminale in cui versa il capitalismo nella sua fase decadente. Questa situazione prolunga ed approfondisce in Italia la crisi egemonica del blocco dominante alimentando la tendenza al fascismo; ciò è indispensabile alla classe dominante per quando si porrà il problema per l’imperialismo italiano della sua piena partecipazione alla guerra inter-imperialista e alle imprese militari contro i popoli oppressi e le piccole nazioni. Se questa tendenza si è manifestata nei mesi precedenti, sia con i decreti repressivi e le misure poliziesche, che con il tentativo di imprimere un nuovo passaggio reazionario nel processo della “riforma della giustizia”, adesso la fascistizzazione dello Stato si combina sempre più con lo specifico interesse del governo fascista in carica ad arrivare ad un pieno disciplinamento della stessa “società civile” sotto la propria egemonia. La borghesia e l’imperialismo italiano, mentre lavorano per la costruzione di un blocco politico reazionario più omogeneo che possa risultare il più esteso e comprensivo possibile, allo stesso tempo alimentano forze ancora più a destra di quelle del governo in carica e favoriscono il lavorio delle stesse forze di governo in direzione della penetrazione dell’ideologia fascista nelle varie istituzioni e nelle varie articolazioni dello Stato e della “società civile” deputate all’esercizio dell’egemonia reazionaria. Tutto questo spiega la crescente influenza delle forze ancora più a destra dell’attuale governo fascista, rappresentate in maniera diretta o meno da Futuro Nazionale di Vanacci. Tali forze lavorano per costruire un clima favorevole all’instaurazione di un autentico regime di polizia, in particolare lavorando alla costruzione di un clima favorevole alla repressione delle realtà sociali più esplosive e combattive come quelle rappresentate dai migranti, in particolari musulmani, dalla realtà anti-fasciste, di solidarietà alla Palestina e di denuncia dei femminicidi. Passaggi reazionari di cui la stessa socialdemocrazia (da noi “centrosinistra”) è complice, come si vede dal comportamento del governo spagnolo a Ceuta e dalle reazioni altrettanto reazionarie dei governi socialdemocratici del Nord Europa.
Di fronte a questa situazione è necessario superare la frammentazione e il disorientamento che caratterizza la risposta delle realtà anti-fasciste e democratiche più combattive. Bisogna lavorare alla costruzione di organismi di massa che pongano al centro la solidarietà diretta e senza tentennamenti alle guerre di resistenza anti-imperialista in Palestina, Iran, Libano, Yemen; che promuovono la solidarietà alle guerre popolari nelle Filippine, in Perù, in Turchia e in particolare nell’India dove l’operazione genocida Kajaar sta colpendo le popolazioni adivasi e i “fuori-casta” dalit; che lavorino alla costruzione di una più organica iniziativa sindacale ed economica da parte dei lavoratori proletari e degli strati più sfruttati di contadini e micro-imprenditori; che denuncino in particolare la situazione di oppressione semi-coloniale che grava sul Mezzogiorno, come ad esempio le servitù militare e i mega-progetti imperialisti in Sardegna; che promuovano un movimento popolare delle donne che risponda collettivamente e attivamente agli attuali rigurgiti patriarcali. Per un governo di Democrazia Popolare verso il socialismo, espressione delle masse popolari e del proletariato!
Collettivi di Per La Democrazia Popolare