Condividiamo una traduzione non ufficiale del comunicato pubblicato da Sol Rojo il 16 luglio

 

PROLETARI E POPOLI OPPRESSI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

La seconda sessione plenaria del Comitato Direttivo Nazionale (CDN) del Fronte del Popolo – Sol Rojo si è recentemente riunita e ha condotto un’analisi approfondita della situazione internazionale di fronte all’aggravarsi della crisi generale dell’imperialismo e ai preparativi per una nuova guerra mondiale imperialista. Attraverso questa analisi, il nostro CDN ha prestato particolare attenzione alla situazione che si sviluppa nella Nostra America, nel contesto dell’approfondimento della crisi strutturale del capitalismo burocratico e dell’ascesa del fascismo sotto lo scudo dell’imperialismo yankee.

DICHIARAZIONE DI SOLIDARIETÀ CON I POPOLI DELLA NOSTRA AMERICA

Compagni:

Dalla nostra salda trincea di lotta ad Anáhuac e guidati dalla luce imperitura dell’ideologia scientifica del proletariato, leviamo questo grido di combattimento e di solidarietà, che non nasce dal comodo rifugio dell’accademia, ma dal calore della lotta di classe nella quale siamo immersi. Storicamente, dagli anni Sessanta fino alla fine del XX secolo, l’imperialismo yankee ha imposto il terrore di massa nel nostro continente attraverso l’Operazione Condor, con dittature militari e regimi fascisti che hanno perpetrato ogni genere di massacro, finanziati da Washington per schiacciare qualsiasi tentativo di rivoluzione nella Nostra America.

Oggi gli artigli dell’oppressore tornano all’offensiva. Attraverso il cosiddetto “Scudo delle Americhe”, esso ricorre alla farsa elettorale borghese e al controllo dei mezzi di comunicazione per imporre governi servi e apertamente fascisti, dimostrando che il processo elettorale borghese non esiste nell’interesse delle masse, bensì costituisce una completa farsa organizzata dalle classi dominanti e per le classi dominanti.

Le elezioni borghesi nei paesi del Terzo Mondo rappresentano una trappola, un vicolo cieco accuratamente progettato affinché i poveri non possano mai accedere al potere. Il sistema elettorale è concepito per legittimare gli Stati latifondisti-burocratici che eseguono gli ordini dell’imperialismo yankee nella regione. Quanto osserviamo oggi, dalla Patagonia all’Honduras, ne è una chiara espressione: la sfacciata ingerenza dell’imperialismo yankee, che approfitta del declino storico della socialdemocrazia e dell’opportunismo nella regione per giocare la carta del fascismo.

Il ritorno dei regimi fascisti nella Nostra America riporta con sé il terrore, la reazione su tutta la linea, la repressione e il più rancido anticomunismo. Il loro obiettivo è soffocare nel sangue e nel fuoco la ribellione delle masse e impedire l’insurrezione rivoluzionaria. Nella stessa logica si inserisce il loro cinico racconto della “lotta al narcotraffico” — un affare da miliardi di dollari governato, armato e riciclato dagli stessi che pretendono di combatterlo — che serve da perfetto pretesto per militarizzare i nostri territori e perseguitare le lotte popolari. Questa è una guerra contro il popolo. È una guerra ingiusta e reazionaria, che può essere sconfitta soltanto dalla Guerra Popolare, una guerra giusta e rivoluzionaria.

L’attuale situazione della regione esige che dimostriamo una solidarietà di classe militante, combattiva e internazionalista, innalzando il più in alto possibile, in tutto il continente, le bandiere dell’antifascismo e dell’antimperialismo.

Alla luce di questa situazione, il Fronte del Popolo – Sol Rojo esprime la propria solidarietà alle lotte dei lavoratori e dei popoli della Nostra America, riaffermando la propria completa solidarietà di classe con ciascuno di essi e denunciando gli attacchi reazionari nei diversi paesi della regione.

In Cile, l’approdo alla resa del riformismo ha infine spianato la strada al ritorno della reazione fascista, oggi concentrata nel governo di José Antonio Kast, un regime di estrema destra che sta portando avanti riforme disastrose volte a imporre un più ampio controllo padronale sul lavoro e la privatizzazione dell’istruzione pubblica, trasformata definitivamente in un apparato di indottrinamento filo-imperialista. Nel frattempo, lo Stato continua a militarizzare il Wallmapu, perseguitando il popolo mapuche e imprigionando coloro che difendono la terra e si oppongono al grande capitale transnazionale.

In Perù, la farsa istituzionale ha raggiunto il suo livello più marcio con l’imposizione — attraverso una palese frode elettorale — di Keiko Fujimori, consolidando il ritorno di una dittatura mafiosa e dinastica, un regime criminale che affama il proprio popolo, protetto dal parlamento borghese che uccide contadini e popoli indigeni nella più totale impunità per spalancare le porte alle compagnie minerarie imperialiste, al prezzo del sangue dei lavoratori.

In Colombia, l’ascesa fraudolenta del politico di estrema destra Abelardo de la Espriella conferma ancora una volta che la via elettorale è truccata fin dalle fondamenta a vantaggio dei ricchi e serve unicamente a perpetuare il paramilitarismo di stampo mafioso sostenuto dal Pentagono, che continua a massacrare i dirigenti sociali e a lacerare il tessuto della società, dimostrando che la pace dei potenti non è altro che la prosecuzione della guerra contro il popolo.

Nel frattempo, in Ecuador, il fascista Daniel Noboa ha trasformato il Paese in un laboratorio del terrore, privatizzando i servizi essenziali, facendo sprofondare le masse nella miseria e alleandosi apertamente con lo stivale militare yankee, intervenuto nel Paese con il falso pretesto della sicurezza, una sicurezza che essi stessi hanno distrutto.

In Venezuela, quella canaglia di Delcy Rodríguez ha svolto il proprio ruolo di traditrice collaborando con l’imperialismo yankee nel sequestro di Nicolás Maduro e Cilia Flores, spalancando il Paese ai gringos e consegnando loro il petrolio e le ricchezze nazionali. I terremoti che hanno recentemente colpito il Paese hanno dimostrato che la completa subordinazione dello Stato venezuelano a Donald Trump è stata del tutto inutile.

Il caso della Bolivia merita particolare attenzione e allarme rivoluzionario, dove l’implosione del riformismo populista ha aperto la strada alle forze della reazione, portando al potere il governo di destra di Rodrigo Paz Pereira, che, imponendo un massiccio indebitamento presso le istituzioni finanziarie imperialiste, mira a consegnare risorse strategiche come il litio. A questo oltraggio il popolo boliviano ha risposto nel modo che meglio conosce: con una mobilitazione militante e di massa, paralizzando il Paese per oltre cinquanta giorni in uno storico sciopero armato, al quale si sono unite le ribellioni contadine e minerarie, affrontando il tradimento della direzione riformista e lo stato d’emergenza.

Oggi anche l’America Centrale è un focolaio di sfruttamento ed espropriazione, dove i popoli subiscono un’oppressione sempre più intensa. A Panama, l’oligarchia mantiene il Paese incatenato quale principale enclave finanziaria e logistica del capitale yankee, reprimendo brutalmente gli scioperi operai e le proteste popolari contro il saccheggio delle risorse naturali. In Honduras, l’imperialismo sabota e si infiltra in ogni ambito della vita nazionale per impedire la sovranità, mentre le multinazionali impongono progetti estrattivi che devastano le comunità e assassinano coloro che difendono i fiumi. In Nicaragua, la deviazione ideologica, la burocratizzazione e l’imborghesimento del gruppo dirigente hanno annullato le rivendicazioni storiche di un popolo che aveva combattuto coraggiosamente per una patria libera.

Guardiamo a Cuba con profondo rispetto e solidarietà militante mentre resiste, con dignità storica, a un blocco soffocante e illegale che l’imperialismo intensifica con ferocia nel tentativo di piegare un popolo che si rifiuta di diventare ancora una volta il bordello di Washington.

L’imperialismo non offre ai popoli e alle nazioni oppresse altro che morte e distruzione. D’altra parte, il capitalismo burocratico è sterile e irrazionale e non ha nulla da offrire alle masse. Di fronte a questa realtà, la solidarietà tra i popoli non può essere passiva né fondata sulla compassione: deve essere una forza materiale organizzata in difesa della vita, della terra e del territorio contro il latifondo, l’imperialismo e il capitalismo burocratico, le tre grandi montagne che opprimono i nostri popoli.

Per questo motivo sottolineiamo che, in questo scenario di frode e ingerenza nordamericana, l’unica tattica corretta di fronte alla farsa elettorale borghese è il BOICOTTAGGIO attivo e militante, coinvolgendo le più ampie masse popolari in azioni combattive e determinate che non concedano tregua ai nemici del popolo. Se non c’è giustizia per il popolo, che non ci sia pace per il governo!

Nella Nostra America, noi organizzazioni democratico-rivoluzionarie abbiamo il compito urgente di organizzare le masse popolari nel modo più ampio e profondo possibile, costruendo le nostre organizzazioni attorno a tre caratteristiche centrali: 1) essere impegnate nell’ideologia scientifica del proletariato, 2) aderire al centralismo democratico 3) essere autentiche organizzazioni di massa. Ciò significa organizzare scientificamente la povertà, costruendo il Nuovo Potere nella prospettiva della rivoluzione di cui la Nostra America ha bisogno. Innalziamo le bandiere rosse della Lega Antimperialista Internazionale (LAI), invitando i popoli del continente a farle proprie nella lotta rivoluzionaria.

Applicando la grande verità secondo cui l’imperialismo e tutti i reazionari sono tigri di carta, chiamiamo all’unità incrollabile degli sfruttati e degli oppressi affinché spazzino via le false democrazie della borghesia e conquistino la nostra vera e definitiva emancipazione attraverso la Rivoluzione di Nuova Democrazia, agraria e antimperialista, proseguendo senza interruzioni verso la Rivoluzione Socialista.

Yankee, giù le mani dalla Nostra America e dai Caraibi!

Antimperialisti di tutto il mondo, unitevi!

Fronte del Popolo – Sol Rojo

Comitato Direttivo Nazionale

Luglio 2026