I rapporti dell’imperialismo spagnolo con il Marocco (parte II)

Il caso del Sahara occidentale: un’occupazione a vantaggio dei padroni imperialisti

 

Traduzione non ufficiale da Servir al Pueblo

Infine, menzioniamo la situazione del Sahara occidentale, citando ancora una volta l’idea fondamentale del comunicato dei Comitati Rivoluzionari:

«L’occupazione del Sahara occidentale è un’occupazione orchestrata dall’imperialismo yankee in collusione con la Spagna e la Francia, attuata tramite il loro fantoccio: lo Stato borghese-latifondista marocchino e i suoi governi reazionari. Se seguiamo le tracce dei tentacoli dell’occupazione nel Sahara, tutti i profitti derivanti dal saccheggio delle risorse ittiche e minerarie finiscono direttamente nelle tasche dei monopoli yankee e spagnoli.»

La presenza dei monopoli spagnoli nel saccheggio del Sahara occidentale è ben nota e avviene attraverso l’occupazione marocchina, mascherata da “collaborazione” tra i due governi. Ancora una volta, ricordiamo che non esiste collaborazione tra un lacchè e il suo padrone, ma la borghesia ha anche bisogno di legittimare le proprie azioni, sia sul piano interno che su quello esterno. I reportage sul saccheggio del Sahara occidentale sottolineano: «Le principali risorse sfruttabili del Sahara occidentale sono la pesca e i fosfati. Anche lenergia rinnovabile, attraverso parchi solari ed eolici, è un altro settore in crescita. Alcune aziende spagnole traggono profitto o lo hanno fatto in passato senza il consenso dei suoi abitanti, come ha constatato nel 2024 la Corte di giustizia dell’Unione europea annullando l’accordo sulla pesca e l’agricoltura tra l’UE e il Marocco per violazione dei principi di autodeterminazione nel «territorio non autonomo» del Sahara occidentale.» La questione della pesca riveste particolare importanza per comprendere il piano di autonomia, in quanto la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha stabilito in diverse occasioni (2016, 2018, 2021 e, da ultimo, nell’ottobre 2024) che gli accordi commerciali e di pesca tra l’UE e il Marocco non erano validi. In questi accordi, la maggior parte dei pescherecci europei è spagnola, così come gran parte delle importazioni è destinata alla Spagna; si tratta, cioè, di accordi promossi dall’imperialismo spagnolo per il saccheggio del Sahara occidentale, approfittando dell’occupazione di questo paese. Nonostante queste sentenze negative, i monopoli, ovviamente, ignorano la stessa legislazione borghese. Il nuovo “piano di autonomia” marocchino faciliterà il saccheggio del Sahara occidentale e, di conseguenza, quando lo Stato marocchino lo ha proposto, il governo spagnolo lo ha accolto con grande soddisfazione. Naturalmente, trattandosi di un accordo che avvantaggia i monopoli spagnoli, non sorprenderà nessuno che l’imperialismo spagnolo non lo abbia semplicemente «accettato», ma lo abbia imposto ai propri lacchè marocchini. Sono numerose le imprese di pesca galiziane che compiono gran parte del saccheggio ittico, a diretto vantaggio, tra gli altri, di Mercadona. La Spagna importa da anni migliaia di tonnellate di pesce presumibilmente dal Marocco, ma proveniente principalmente dal Sahara occidentale nel caso del polpo e della sardina, per un valore di 1.600 milioni di euro nel 2019.

A ciò va aggiunto che il 10% delle riserve mondiali di tellurio e cobalto si trova in questa regione, il che assume grande importanza nel contesto della lotta tra l’imperialismo statunitense e le potenze imperialiste europee contro il socialimperialismo cinese per il controllo delle terre rare. Anche il turismo sta diventando un’attività di crescente importanza economica nel territorio occupato. Nell’ambito dello sviluppo del capitalismo burocratico e del modo in cui questo sistema maschera il saccheggio delle risorse del paese, lo sfruttamento dei fosfati e delle risorse ittiche non viene solitamente effettuato direttamente dai monopoli, ma da consorzi statali marocchini, che tuttavia operano sotto gli ordini e con gli investimenti delle potenze imperialiste. Così, possiamo vedere come sia l’azienda statale marocchina OCP (Office Chériffien de Phosphates) a estrarre ed esportare i fosfati saharawi, ma è il monopolio spagnolo ACS ad aver avviato impianti di acido solforico a Casablanca, utilizzato come materia prima per la produzione di fertilizzanti fosfatici. A loro volta, questi fosfati estratti vengono esportati in vari paesi, con un ruolo di grande rilievo dell’imperialismo yankee in questo sfruttamento e in questa importazione; il monopolio Innophos Holdings è infatti il principale importatore di fosfati dal 2022 e li spedisce dal Sahara Occidentale al Messico, cercando ancora una volta di mascherare il flusso reale della merce e chi controlla il saccheggio. D’altra parte, la società OCP è quotata alla Borsa di Dublino, ma le sue azioni sono controllate dai monopoli britannico Barclays e statunitensi Morgan Stanley e JP Morgan.

Il grafico riassume gli affari dei monopoli spagnoli nel Sahara occidentale. Fonte: La Marea.

In questo modo, il ruolo del Marocco nell’occupazione del Sahara Occidentale è chiaro: non è che il Marocco «faccia pressione» sul governo spagnolo per trarne vantaggio e poter occupare il Sahara Occidentale. È l’imperialismo spagnolo che trae profitto dal saccheggio e ha bisogno di reprimere il popolo saharawi per poter depredarne le risorse nel modo più agevole possibile. Nel frattempo, i lacchè marocchini spacciano tutto questo all’interno del Paese come proprie vittorie e ricorrono a discorsi sciovinisti per strumentalizzare le masse del proprio popolo e metterle contro altre masse oppresse, i saharawi, per la maggiore gloria dei loro padroni imperialisti.

Naturalmente la questione del Sahara Occidentale merita uno studio più ampio e approfondito in futuro, ma per ora deve essere chiaro che i monopoli spagnoli traggono grandi benefici dall’accerchiamento e dall’occupazione di questo paese. Numerosi analisti e mezzi di comunicazione borghesi, così come i presunti «progressisti», si riempiono la bocca di condanne contro l’operato di una presunta «lobby» marocchina nelle decisioni prese dal governo spagnolo riguardo a questo paese, specialmente per l’accettazione del cosiddetto «Piano di autonomia» marocchino per il Sahara Occidentale, che non è altro che la legittimazione internazionale dell’occupazione del paese. Questo piano non può essere inteso come un piano “marocchino”, ma è un piano dei lacchè marocchini ordinato dai loro padroni imperialisti, che cercano di reprimere in modo più efficace la resistenza del popolo saharawi, per un maggiore saccheggio delle ricche risorse del Sahara Occidentale.

Rifiutiamo le tesi scioviniste

È dovere di tutti i rivoluzionari, gli antimperialisti, i democratici e i progressisti onesti rifiutare le false idee scioviniste che attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto allo Stato marocchino, come se esso agisse in modo indipendente dalle potenze imperialiste, o come se lo fosse. Queste idee sono scioviniste perché mascherano e ignorano l’oppressione esercitata dall’imperialismo spagnolo e i crimini da esso commessi, più concretamente la responsabilità del massacro di Ceuta. Pertanto, occorre combattere le idee diffuse da agenti al servizio dell’imperialismo, sempre più numerosi nei vari giornali, nei think tank, tra i sedicenti intellettuali, ecc., che riempiono i social network e le rubriche dei media di grande diffusione con teorie e «informazioni» sulla «lobby marocchina» e su come questa manipoli e sfidi lo Stato spagnolo.

Queste idee non solo sono scioviniste, ma anche revisioniste. Nel panorama del movimento comunista internazionale e delle organizzazioni che si dichiarano rivoluzionarie, già da anni sono emerse idee sui presunti «nuovi imperialismi», che non sono altro che paesi oppressi in cui l’origine del capitale finanziario è mascherata dalle forme assunte dal capitalismo burocratico. Così, tesi revisioniste sostengono che paesi oppressi come l’India, la Turchia, il Brasile e altri siano potenze imperialiste, ignorandone il reale carattere di classe e impartendo lezioni sulla via rivoluzionaria da seguire in essi. Anche le tesi secondo cui il Marocco sfiderebbe lo Stato spagnolo si ricollegano a queste idee. Ma occorre analizzare correttamente chi finanzia, controlla e trae profitto dalle società statali nei paesi oppressi, quali paesi esportano capitale finanziario verso il paese oppresso, come vengono prese le decisioni politiche da parte dei diversi governi lacchè e quali interessi ne traggono vantaggio. Limitarsi alla superficie e fare analisi approssimative, affermando questo o quello sulla base di un paio di fatti e della propaganda degli «analisti» e dei media borghesi, porta a posizioni errate con risultati catastrofici per la lotta di classe. Faremmo bene a ricordare ciò che il presidente Mao afferma riguardo a un problema:

«Non riesci a risolvere un problema? Ebbene, mettiti a indagare sulla sua situazione attuale e sui suoi antecedenti! Quando avrai indagato a fondo sul problema, chiarendolo bene, saprai come risolverlo. Ogni conclusione si trae dopo aver indagato, e non prima. Solo uno sciocco, da solo o riunito con un gruppo di persone, si scervella per “trovare una soluzione” o “elaborare un’idea” senza fare alcuna indagine. Va sottolineato che ciò non porterà affatto a nessuna soluzione efficace, a nessuna idea utile. In altre parole, l’unica cosa che quello sciocco può fare è dedurre soluzioni errate, idee sbagliate.»

Contro il culto dei libri, Mao Tse-tung, maggio 1930

Il nostro ruolo non può limitarsi solo a mostrare solidarietà e a sostenere le masse dei paesi oppressi che emigrano nei paesi imperialisti, né può limitarsi solo a denunciare il saccheggio imperialista in astratto. Il nostro ruolo deve essere anche quello di puntare le nostre armi contro il «nostro» imperialismo, mettendo chiaramente in evidenza i crimini dell’imperialismo spagnolo, il suo ruolo sinistro in Marocco, e allo stesso tempo distruggere le idee reazionarie che vogliono nascondere la responsabilità del massacro di Ceuta. Queste idee non fanno altro che produrre un’enorme montagna di spazzatura che cerca di nascondere la realtà, ovvero: l’esistenza di nazioni oppresse da un lato, e superpotenze e potenze imperialiste dall’altro; questa è la contraddizione principale del momento attuale e, al contempo, la contraddizione principale dell’epoca dell’imperialismo. Ed è dovere di ogni rivoluzionario, antimperialista, democratico e progressista applicare questa tesi sulla realtà globale alla propria realtà concreta. Ciò non ha solo conseguenze sul piano teorico, ma, al contrario, sul piano pratico significa individuare, denunciare e attaccare l’imperialismo spagnolo. Qualsiasi altra azione non solo sarà errata, ma costituirà anche pura vigliaccheria e ignoranza della responsabilità storica che abbiamo.