Traduzione non ufficiale da The Red Herald
Condividiamo di seguito una dichiarazione rilasciata dal Partito Comunista delle Filippine (CPP).
Condanniamo con la massima fermezza le Forze Armate delle Filippine, in particolare il 79 ° Battaglione di Fanteria, per l’uccisione di 19 persone, tra combattenti del Nuovo Esercito Popolare ed individui disarmati, avvenuta nel Barangay Salamanca, nella città di Toboso, Negros Occidentale, lo scorso 19 aprile.
Rendiamo omaggio alla squadra di dieci combattenti rossi del NPA che hanno lottato contro i fascisti fino all’ultimo respiro. Essi sono:
- Roger Fabillar (Ka Tapang), che ha servito come comandante del NPA del Northern Negros Front
- Sonny Boy Caramihan, 28 anni, di Barangay Bagonbon, città di San Carlos;
- Rene Villarin Sr, 57 anni, Barangay Marcelo, Calatrava, caposquadra;
- Pedro Bonghanoy, ufficiale medico, Barangay Libertad, città di Escalante;
- Arnel Javoc, 32 anni, di Barangay Lalong, Calatrava;
- Joros Caramihan y Ramos, 18 anni, di Don Salvador Benedicto;
- Maria Clarita Branzuel Blanco (Ka Sanim/Pat), Istruttrice Politica;
- Genevieve Balora (Ka Raia), della città di Bacolod, quadro distrettuale del Partito
- Labskie Purisimia Enustacion, 33, di Sitio Tinibawan, Barangay Bug-ang, Toboso
- Jocel Gimang, 18, di Sitio Bautista, Barangay Malasibog, città di Escalante
Esprimiamo il nostro cordoglio ai cari e ai compagni dei combattenti rossi del NPA caduti. La loro morte ci addolora profondamente. Come guerrieri rivoluzionari, hanno servito con abnegazione il popolo filippino, in particolare i contadini e i braccianti oppressi e sfruttati di Negros. Erano profondamente amati dalle masse. Sfidando la repressione militare contro le loro comunità, gli abitanti di Toboso e Calatrava si sono schierati in lunghi cortei per accompagnare i loro amati combattenti rossi al loro ultimo luogo di riposo, esprimendo così il loro profondo rispetto e la loro immensa gratitudine.
Il Nuovo Esercito Popolare ha subito una sconfitta tattica in quel fatidico giorno, ma rimane lucido e determinato ad avanzare lungo il cammino rivoluzionario verso la vittoria strategica. La coraggiosa resistenza e l’eroismo dei suoi combattenti rossi a Toboso ispirano le masse oppresse a insorgere e a resistere attraverso la rivoluzione armata. Il sangue versato dai guerrieri caduti durante la loro ultima battaglia nutre il terreno per la guerra popolare, dalla quale nasceranno ancora più combattenti rossi del Nuovo Esercito Popolare.
Esprimiamo inoltre le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e agli amici di:
- Roel Sabillo, 19, residente a Barangay Tabunac, Toboso
- RJ Nichole Ledesma, 30, giornalista comunitario della città di Bacolod
- Alyssa Alano, consigliere, UP Diliman Student Council
- Maureen Keil Santuyo, 24, membro, Rete nazionale dei sostenitori della riforma agraria (NNARA-Gioventù)
- Errol Wendel, 24, membro, Unyon ng mga Manggagawa sa Agrikultura
- Jemina Gumadlas, 15, residente a Sitio Plarending, Barangay Salamanca, Toboso
- Lyle Prijoles, 40, della Coalizione internazionale per i diritti umani nelle Filippine, di San Franciso, California (USA)
- Kai Sorem, 26, di Seattle, Washington (USA)
- Dexter Patajo, 17, Sitio Buklog, Barangay Lalong, Calatrava, Negros Occidentale
In base alle prime informazioni raccolte, sono stati uccisi nonostante fossero disarmati o non combattenti. Tra loro figurano un giornalista, un leader studentesco, attivisti contadini, operatori per i diritti umani all’estero e residenti locali. Due delle vittime erano bambini.
Rendiamo omaggio alle vittime del massacro di Toboso, sia ai combattenti rossi sia a tutti coloro che, con altruismo, scelsero di offrire la propria forza, conoscenza e capacità al servizio degli interessi delle masse oppresse e sfruttate. Seguiamo il cammino che intrapresero per la salvezza della nazione.
Gli ufficiali e le truppe operative delle Forze Armate filippine sono colpevoli di uccisioni intenzionali e indiscriminate. Devono essere chiamati a rispondere dei loro gravi crimini e puniti ai sensi del diritto internazionale umanitario.
Sui social media sono emersi filmati ripresi dai droni delle Forze Armate filippine (AFP) che mostrano Ka Tapang ancora vivo, ma apparentemente incapace di combattere. Ciò indica che è stato ucciso sommariamente dai fascisti, anziché essere fatto prigioniero di guerra. Esortiamo gli altri membri onesti delle AFP in possesso di altri filmati ripresi dai droni a renderli pubblici e a farsi avanti per rivelare la vera versione dei fatti su come sono stati perpetrati questi brutali crimini, in contrapposizione alle storie inventate dai loro superiori.
L’AFP sta disperatamente cercando di insabbiare i propri crimini, inventando fatti distorti per sostenere le proprie menzogne. L’affermazione iniziale dell’AFP, secondo cui sul luogo sarebbero state recuperate sette armi da fuoco, è stata successivamente “aggiornata” a 20 (poi a 24), per far apparire che tutte le vittime fossero combattenti armati.
Le Forze Armate filippine (AFP) hanno evacuato con la forza i residenti locali, isolandoli poi per imporre un blackout informativo e impedire ai media e ai gruppi indipendenti di condurre interviste e un’indagine efficace sul massacro. Giorni dopo, a un gruppo organizzato dai militari è stato permesso di condurre una propria “missione di accertamento dei fatti”, una farsa ideata per fabbricare una versione ufficiale, certificata dalle AFP, che si allineasse alla loro versione di finzione di un’”operazione legittima”.
Increduli, diverse personalità e settori hanno chiesto un’indagine indipendente. La Commissione per i Diritti Umani ha annunciato che la condurrà, nonostante in passato avesse già fatto simili promesse vuote. Basti pensare a come avesse promesso di indagare sul massacro della famiglia Fausto avvenuto nel 2023 a Himamaylan City, Negros Occidentale, in cui fu coinvolto il 94° Battaglione di Fanteria delle Forze Armate filippine, senza però riuscire a produrre nulla di concreto a quasi tre anni di distanza.
Le grandi masse del popolo filippino soffrono forme sempre più gravi di oppressione e sfruttamento a causa della crisi sempre più profonda sotto il regime fascista e fantoccio di Marcos. Marcos ha ordinato ai suoi scagnozzi armati, appartenenti alle Forze Armate Filippine (AFP) e alla Task Force Nazionale (ELCAC), di intensificare gli attacchi contro la popolazione con il pretesto di “pace e sviluppo”. Come suo padre, il dittatore Marcos Jr., impiega tattiche terroristiche per sottoporre la popolazione alla repressione politica, soprattutto nelle zone rurali, dove vige la legge marziale.
Il terrorismo di Stato non è mai riuscito a schiacciare la volontà del popolo. Gli attacchi del regime di Marcos non riusciranno a impedire al popolo di reagire. Al contrario, la sua brutalità fascista non fa che acuire la determinazione del popolo, rendendo innegabile la giustezza e la necessità di condurre una rivoluzione armata.
Il Nuovo Esercito Popolare rimane irremovibile nella sua determinazione a rendere giustizia rivoluzionaria a tutte le vittime del massacro di Toboso.
Le fiamme della guerra popolare continueranno a divampare e si diffonderanno in tutto il paese, poiché l’aspirazione del popolo filippino alla libertà nazionale e a una democrazia autentica arde forte nei loro cuori.