I membri del Collettivo di PLDP del Lazio  hanno partecipato alla recente e importante manifestazione di opposizione alla marcia della cosiddetta “remigrazione”, un ignobile tentativo di propagandare e diffondere il razzismo e il fascismo più reazionari. In tale manifestazione di opposizione, accanto alle realtà opportuniste e ai sindacati corporativi si è riscontrata anche la presenza di vaste realtà anti-fasciste e anti-imperialiste. Un segnale importante che dimostra quanto l’opposizione alla fascistizzazione non solo non accenna a diminuire, ma anzi si sviluppa e continua a coinvolgere ampi settori di militanti e parte dei membri più avanzati delle masse. In tale evento i membri di PLDP Lazio hanno distribuito il seguente volantino:

PER UN FRONTE POPOLARE ANTI-FASCISTA! PER UNA NUOVA RESISTENZA!

Sul piano internazionale l’imperialismo è un sistema morente che lancia sempre di più la sua offensiva reazionaria, muovendo di fallimento in fallimento, in Palestina, in Iran, a Cuba, in Venezuela e in tutti in tutti paesi oppressi. La crisi generale dell’imperialismo si manifesta sempre più chiaramente nel nostro paese attraverso l’economia di guerra, la militarizzazione, l’attacco alle condizioni di vita delle masse popolari, lo stato di polizia contro attivisti e militanti sociali. Mentre crescono il carovita, la precarietà e la disoccupazione, le classi dominanti intensificano la propria offensiva contro i lavoratori e contro tutti i settori popolari.

La crisi del blocco fascista dominante a seguito della sconfitta del referendum non poteva risolversi su un terreno legalitario e riformista, come sostenuto dai sindacati confederali e dalla falsa opposizione del Campo Largo; si sta invece risolvendo a destra, con l’ascesa di forze come Futuro Nazionale di Vannacci. L’obbiettivo di tali forze è quello di spostare a destra il blocco fascista dominante e consolidare l’attuale processo di fascistizzazione, cercando in qualche modo di ampliare l’angusta base di massa del fascismo. La parola d’ordine della remigrazione si inserisce pienamente in questa logica. Tale parola d’ordine serve gli interessi delle classi dominanti e attacca quei settori di migranti che subendo più duramente lo sfruttamento servile nella logistica e nel bracciantato, lottano e si organizzano di più. Inoltre è anche funzionale a colpire quei settori di immigrati musulmani e arabi che maggiormente hanno sostenuto le lotte in solidarietà con il popolo palestinese

Di fronte a questa offensiva occorre sviluppare una risposta politica e organizzata alternativa al Campo largo socialfascista, così come ai fronti sindacalisti, economicisti e movimentisti che da decenni vengono riproposti sempre in maniera fallimentare. Per questo è necessario costruire organismi di massa anti-fascisti capaci di unire tutte le forze disponibili alla lotta contro l’imperialismo e la fascistizzazione dello Stato. Tali organismi devono anche proporre un effettiva politica sindacale che si contrapponga al corporativismo, un programma economico e di lotta a favore delle masse popolari del Mezzogiorno e delle Isole, promuovere iniziative di solidarietà con i Popoli oppressi e le rivoluzioni di Nuova Democrazia in India, Filippine, Perù e Turchia. e sostenere lo sviluppo di un movimento popolare delle donne che si opponga al crescente patriarcalismo.

PER UNA NUOVA RESISTENZA, RIPRENDIAMO IL SENTIERO LUMINOSO DEI PARTIGIANI!