ORGANIZZIAMOCI E LOTTIAMO CONTRO FASCISMO E IMPERIALISMO!

Volantino diffuso nella manifestazione di Roma del 19 settembre.    In Medio Oriente gli iraniani continuano a resistere eroicamente all’illegale e reazionaria aggressione statunitense. I missili iraniani continuano a colpire con successo obbiettivi militari statunitensi e sionisti, causando migliaia di perdite e danni a equipaggiamenti e mezzi. Inoltre interrompendo il traffico marittimo, l’Iran sta rendendo difficilmente sostenibile il costo della guerra per gli Stati Uniti e i loro alleati. Tale situazione ha dato respiro anche a forze della Resistenza come gli Houti, che hanno lanciato un’offensiva missilistica nel Sud dell’Arabia Saudita e conquistato la strategica città di al-Mokha sul Mar Rosso, proseguendo la loro offensiva verso altre città e isole. A Gaza e in Libano l’offensiva genocida sionista continua ad incontrare la diffusa resistenza delle forse della Resistenza Palestinese e Libanese, rendendo la vita difficile agli imperialisti americani e sionisti. Tutto ciò non fa altro che accentuare la crisi dell’imperialismo e aggravare ulteriormente la tendenza al fascismo, a partire dalla presidenza Trump e dalla sua politica fascista di deportazione di immigrati e di repressione degli “anti-fa” che trova riscontro anche in molti altri paesi, a partire dal nostro. Gli stessi risultati delle elezioni dei Land in Germania, con l’ascesa di AfD e la bancarotta dei tradizionali partiti politici borghesi, dimostrano il problema dell’avanzata del fascismo e il suo collegamento con la guerra imperialista.

Nel frattempo in Italia il relativo scontro interno alla maggioranza di governo evidenza come nonostante l’opposizione crescente seppur passiva e non organizzata all’ascesa del fascismo nel paese, reso evidente dai risultati dello scorso referendum, i fascio-populisti continuano la loro guerra di posizione reazionaria per l’instaurazione di un regime, anche a costo di suscitare contraddizioni come quella data dalla nascita del partito del generale Vannacci. Si tratta di un partito, quello del generale, che spostando a destra il quadro politico mira a costruire le condizioni migliori per l’instaurazione di un regime repressivo contro le categorie sociali più oppresse e combattive, come gli immigrati musulmani, che stanno sempre più diventando ciò che erano gli ebrei per i nazisti, soggetti di possibili politiche di sterminio e deportazione; il tutto cercando di ampliare la base di massa per l’instaurazione di un regime politicamente omogeneo, stabile e organico che possa garantire la partecipazione dell’Italia alle guerre imperialiste e accentuare lo sfruttamento e il peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza delle masse. Tale tendenza però trova il consenso della maggioranza del quadro politico, come si vede il sostegno bipartisan che incassa il recente DDL antisemitismo, a cui non si sottraggono neanche gli “oppositori” che ben si guardano dal rompere la coalizione di falsa sinistra reazionaria del “Campo Largo”.

Rispetto a questa situazione la reazione pur corretta e combattiva di consistenti settori di militanti anti-fascisti e democratici non si traduce poi in un salto qualitativo a causa della direzione politica inadeguata delle dominanti forze politiche della sinistra radicale e dell’estrema sinistra dietro slogan massimalisti come “cambiare tutto” o “rovesciare il governo Meloni”. Bisogna lavorare per una presa di coscienza collettiva e per la creazione di organizzazioni anti-fascisti con un carattere effettivamente di massa e con una linea rivoluzionaria complessiva per l’instaurazione di un governo di Democrazia Popolare sulla via del socialismo.

COLLETTIVI DI PER LA DEMOCRAZIA POPOLARE

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