Il 31 ottobre si è tenuta a Napoli un’iniziativa di solidarietà con i popoli oppressi e le rivoluzioni di nuova democrazia e di presentazione della Lega Antimperialista Internazionale, organizzata dai Collettivi Per la Democrazia Popolare. Presente oltre alla rappresentanza della Lega Antimperialista Internazionale (LAI) anche una sua sezione francese (LAI-Francia). Per quanto riguarda l’Italia presente tra gli invitati ufficiali una delegazione del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI). Sono stati inoltre ricevuti i saluti della sezione spagnola della LAI e del Sindacato Multicategoriale di Base.

Durante la prima parte dell’evento c’è stata una presentazione del Gruppo di Lavoro per un’Arte Proletaria (GLAP), integrato nei collettivi PLDP, che ha anche presentato un breve documento in cui vengono esposte le sue concezioni, basate sull’idea di un’arte che abbia le proprie fondamenta nel materialismo dialettico e che si ponga al servizio delle masse popolari. Successivamente si è tenuta un’esibizione musicale iniziata con la lettura della poesia “Addio alle tigri del Gundekot” del prigioniero maoista turco Hüseyin Uzundağ, dedicata al compagno Basavaraj e all’epopea rivoluzionaria della guerra popolare in India; nella seconda parte della presentazione artistico-culturale è stata messa in musica una poesia scritta dai compagni del gruppo di lavoro, che consiste in un tributo al filo rosso della lotta di classe dell’umanità dalle rivolte degli schiavi nell’antichità fino all’attuale esperienza storica del movimento comunista internazionale.

Terminata la parte culturale, è stata introdotta la delegazione internazionale, il cui contributo è cominciato con l’intervento del rappresentante della Lega Antimperialista Internazionale. La LAI dichiarando il proprio sostegno internazionalista all’iniziativa, si è augurata che la realizzazione dell’evento possa essere solo il primo passo in un processo di convergenza della lotta antimperialista in Italia. Finito il primo intervento, si è passati alla delegazione francese della LAI, con l’intervento di una compagna che ha evidenziato l’importanza del lavoro internazionalista tra i rivoluzionari dei paesi europei, sottolineando il contributo dato dai compagni francesi alle opportunità di confronto tra militanti di nazioni diverse. Per questo motivo i militanti dei collettivi PLDP sono stati invitati a partecipare a una serie di iniziative internazionali che si terranno nei prossimi mesi. La presentazione della LAI Francia ha inoltre incluso un aggiornamento sulla situazione della lotta nei territori dello Stato francese, sia nella metropoli che nelle colonie (come Corsica, Kanaky, La Riunione), e sono state condivise esperienze relative al movimento di solidarietà con il popolo palestinese, alla campagna per il sostegno alla guerra popolare in India e per la liberazione di tutto i prigionieri palestinesi e libanesi, tra cui spicca in particolare la campagna internazionale per la liberazione del compagno Ahmed Sa‘dat, segretario del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), simbolo della lotta dei prigionieri, campagna che è stata avviata sotto l’esplicita richiesta dei compagni palestinesi. Si è parlato anche della rivolta studentesca in Francia, delle varie fasi che sta attraversando e della necessità di rispondere alla repressione del governo con l’organizzazione dei lavoratori e degli studenti delle masse popolari; i compagni hanno ringraziato i collettivi per il sostegno che hanno espresso in vari comunicati e volantini per la lotta condotta dalla LAI e dalla Gioventù Comunista.

I collettivi PLDP sono intervenuti analizzando la situazione internazionale e lo sviluppo delle contraddizioni del capitalismo monopolistico (imperialismo), in particolare la contraddizione principale tra imperialismo e popoli oppressi, che è andata gradualmente intensificandosi in connessione con la principale tendenza della nostra epoca, quella alla rivoluzione, a partire dal 7 ottobre 2023. L’attuale fase di crisi terminale dell’imperialismo è stata descritta come favorevole allo sviluppo delle rivoluzioni di nuova democrazia (guerre popolari) e lotte di liberazione nazionale già in corso e allo scoppio di nuove esperienze rivoluzionarie e ribellioni popolari. Le prime sono l’avanguardia della rivoluzione proletaria mondiale, e per questo i collettivi PLDP hanno considerato di primaria importanza citare la guerra popolare in India, oggetto di infami attacchi e piani genocidari da parte della cricca che governa l’India in nome degli imperialisti; sono stati lanciati slogan a sostegno della guerra popolare in India e del CPI (maoista) che la dirige. La situazione in Europa è vista come piena di prospettive per l’avanzata della causa rivoluzionaria, ciò è ampiamente dimostrato dalle rivolte in corso in vari paesi europei, in particolare la vicina Francia, la cui ribellione studentesca popolare si sta in parte riverberando anche in Italia. In questo contesto sono stati intonati anche slogan a sostegno della rivolta e della Gioventù Comunista di Francia, che svolge un ruolo primario nell’organizzazione degli studenti oltre lo spontaneismo piccolo-borghese. Infine, si è discusso del ruolo peculiare dell’imperialismo marginale italiano e della centralità della questione meridionale e delle isole, asse portante sulla base del quale è possibile costruire un movimento effettivamente antimperialista, che vada oltre le piccole prospettive e le brevi alleanze tra forze profondamente diverse che fino ad ora hanno dominato il panorama italiano. Il tutto si è concluso con l’augurio e l’invito alle forze e ai soggetti presenti a lavorare insieme per costruire la LAI anche in Italia. Sono stati inoltre intonati slogan a sostegno di quest’ultima e delle lotte dei popoli oppressi. In appendice all’articolo si potrà leggere l’intervento completo.

Il saluto internazionale inviato dalla LAI Spagna ha sollevato una serie di problemi di primaria importanza, tra cui spicca quello che deve essere il ruolo della LAI in paesi come la Spagna e l’Italia che, con le dovute differenze che non vanno negate, presentano una serie di punti in comune che possono essere la base per un lavoro congiunto. In particolare, i compagni spagnoli hanno voluto mettere in evidenze le linee di demarcazione tra le genuine posizioni antimperialiste della LAI e quelle di tutta una serie di altre organizzazioni “antimperialiste”. Le differenze in questione sono principalmente tre: 1) l’opposizione a tutti gli imperialismi: yankee, russo e cinese; 2) il sostegno alle guerre popolari di nuova democrazia in Perù, India, Turchia e Filippine; 3) il principio secondo cui un vero movimento antimperialista deve avere come base il sostegno al movimento contadino nei paesi oppressi a capitalismo burocratico, ciò implica appoggiare la rivoluzione agraria che si sviluppa rapidamente da qualche anno a questa parte in numerosi paesi, a partire dal Brasile.

Nella parte appositamente dedicata alle organizzazioni invitate ha preso la parola il rappresentante del Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI) che, a nome del comitato provinciale e del comitato centrale del PMLI, ha espresso il suo più sentito sostegno all’iniziativa, congratulandosi con i compagni italiani ed internazionali per le prese di posizione espresse, che considera sostanzialmente in linea con la concezione antimperialista del proprio partito. Il PMLI ha dichiarato il suo interesse a contribuire alla costruzione della sezione italiana della LAI già a partire dalla conclusione dell’evento, mettendosi a disposizione per convergere su una linea comune e ponendo così le basi per un percorso destinato a svilupparsi nei prossimi mesi.

Da Trento, il Sindacato di Base Multicategoriale ha anch’esso dichiarato il suo sostegno all’iniziativa, evidenziando il ruolo primario che la lotta antimperialista sta assumendo su scala internazionale, a partire dalle grandi mobilitazioni per il popolo palestinese, che hanno sconvolto il nostro paese negli ultimi anni. I compagni del SBM hanno inoltre riconosciuto l’importanza della lotta per la nuova democrazia nei paesi oppressi, e si sono congratulati per la dimensione anche culturale dell’evento.

L’intervento conclusivo ha ringraziato tutti i presenti e dichiarato l’evidente successo dell’iniziativa, che ha portato a convergere verso Napoli, città che contiene al suo interno in maniera concentrata tutte le contraddizioni dell’imperialismo italiano, compagni da tutta Italia: nord, sud e centro, oltre che compagni venuti appositamente dall’estero per esprimere il proprio sostegno allo sforzo degli antimperialisti italiani. Ciò è stato il risultato di un lavoro che va avanti oramai da qualche anno e che si è intensificato particolarmente nell’ultimo anno grazie ai salti qualitativi verificatisi sia sul piano nazionale che sul piano internazionale. I collettivi PLDP hanno accolto la proposta del PMLI, proponendo che il percorso di convergenza vada nella direzione dell’organizzazione di un congresso fondativo della LAI Italia a cui saranno invitate ancora una volta tutte le realtà e tutti i soggetti interessati, inclusi coloro che per una ragione o per un’altra non sono riusciti a partecipare a questo primo passaggio.

VIVA LA LEGA ANTIMPERIALISTA INTERNAZIONALE

COLLETTTIVI PER LA DEMOCRAZIA POPOLARE

perlademocraziapopolare@protonmail.com

INTERVENTO DEI COLLETTIVI PER LA DEMOCRAZIA POPOLARE

Cari compagni e cari amici,

è con orgoglio che presentiamo, insieme ai compagni e amici qui presenti, questo evento che vede anche in Italia, come in tanti altri paesi a livello mondiale, la presa di coscienza della necessità della costruzione della Lega Antimperialista. Fino a qualche anno fa neanche avremmo potuto immaginare che un evento del genere potesse avere luogo nella nostra realtà. L’analisi dei fatti oggettivi ci ha spinto a sviluppare la nostra attività e questo ci ha portato a fare dei passi in avanti.

Dove sono finite le chiacchiere sulla fine della storia? Negli ultimi anni si fatica a seguire gli eventi per quanto corrono veloci.

Il 7 Ottobre 2023 la Resistenza Nazionale palestinese ha lanciato una controffensiva contro l’entità coloniale sionista, l’operazione Diluvio Al-Aqsa. Questa operazione ha riportato al centro la lotta del popolo palestinese e suscitato un movimento mondiale di solidarietà. Oggi non solo questo movimento di solidarietà non è terminato, ma alimenta ulteriormente altre lotte e mobilitazioni in tutto il mondo, come possiamo constatare dalle molte, recentissime iniziative tenutesi in Italia ed in vari altri paesi europei. Dopo 3 anni di guerra il regime sionista, nonostante la prosecuzione del tentativo di genocidio sotto il mandato dell’’imperialismo USA, non è riuscito a vincere la resistenza palestinese e si trova oggi impegnato in un conflitto logorante su diversi fronti.

In America Latina gli Stati Uniti hanno trasformato il Venezuela in un loro protettorato ed intanto aprono nuove basi militari in vari paesi e cercano di fomentare ovunque il fascismo contro la ribellione popolare. A questo si aggiunge l’aggressione in atto contro il popolo cubano che mira, con un embargo praticamente totale, a spezzarne la volontà e lo spirito di resistenza. In tutto il continente però, sempre le masse popolari, i contadini e i lavoratori si mobilitano innalzando, nelle situazioni più avanzate, la bandiera della rivoluzione agraria. Dall’Ecuador al Brasile, passando per la Colombia e il Messico, consistenti settori popolari rompono con il riformismo movimentista ed elettoralista rappresentati dall’indigenismo corporativo e dai sostenitori del cosiddetto “socialismo del XXI secolo”. Persino in Africa vediamo il dilagare della crisi egemonica dell’imperialismo francese ed emergono importanti segnali che indicano, da parte di significativi settori di massa, una crescente volontà di organizzazione e di lotta sotto la bandiera dell’antiimperialismo.

La crisi terminale dell’imperialismo oggi determina sempre più condizioni soggettive ed oggettive favorevoli per lo sviluppo di nuove ribellioni, nuove lotte rivoluzionarie, nuove guerre di liberazione nazionale e guerre popolari.

In questo quadro, nonostante la guerra condotta dal governo fascista di Modi e dallo Stato indiano contro le masse popolari e contadine, si consolida il percorso della rivoluzione di Nuova Democrazia in India, che incoraggia alla lotta i rivoluzionari di tutto il Mondo.

Viva la rivoluzione di Nuova Democrazia!

Viva il partito maoista dell’India!

Dopo l’aggressione fascista e imperialista del Nuovo Zar Putin all’Ucraina, la contraddizione inter-imperialista ha visto un salto qualitativo. La Terza Guerra Mondiale inter-imperialista si sviluppa in forma strisciante ed alimenta le spese militari, la militarizzazione, il razzismo ed il fascismo e la logica delle deportazioni e dei genocidi.

La decadente superpotenza statunitense, di fronte allo scontro con l’imperialismo russo e il socialimperialismo cinese, si è lanciata in una serie di operazioni e prepotenti guerre di aggressione e di rapina con lo scopo di determinare le condizioni per vincere la guerra per la nuova ripartizione del mondo.

L’amministrazione ultrareazionaria Trump, dopo aver dato il suo pieno sostegno allo Stato sionista ed aver anche tentato di salvaguardare direttamente i propri interessi intervenendo direttamente con un fasullo piano di pace, si è poi lanciata in un’arrogante impresa guerrafondaia contro il popolo iraniano. Tale aggressione, che nelle intenzioni degli imperialisti doveva tradursi in una rapida caduta del regime ed in una veloce colonizzazione del paese, si è invece parzialmente impantanata.

La nazione iraniana, aggredita dall’imperialismo, è quindi entrata a far parte integrante del campo della lotta dei popoli oppressi e con la sua resistenza ha favorito lo sviluppo dell’iniziativa antimperialista degli Houthi e dei popoli dell’intera regione.

La storia inizia a girare velocemente. Per quanto molti fenomeni si presentino ancora in forma embrionale e contradditoria, stiamo entrando in una fase storica che, dopo una prolungata fase di guerre reazionarie e di guerre rivoluzionarie, alla fine vedrà l’affermazione della rivoluzione mondiale.

Questo avverrà ovunque: non solo nei paesi oppressi dall’imperialismo, non solo dunque in Palestina, in Iran, in Brasile, in India, in Messico ed in tantissimi altri paesi caratterizzati dal capitalismo burocratico, ma anche nei paesi imperialisti, anche qui da noi in Europa.

Anche in Italia si è rotta la pesante cappa reazionaria affermatasi alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, che aveva generato decenni di depressione, di frammentazione, di opportunismo e di liquidazionismo. Da alcuni anni l’Italia è teatro di manifestazioni di massa che vedono protagoniste le giovani generazioni. Nel corso di queste manifestazioni stanno imparando ad organizzarsi e a lottare. Matura una coscienza antimperialista che, oltre a volere la fine del sionismo e ad imbracciare la bandiera della Resistenza palestinese, inizia a pensare alla necessità che in tutto il mondo si sviluppi la lotta rivoluzionaria dei giovani, dei popoli oppressi e delle masse lavoratrici.

Per quanto riguarda poi l’Europa, sono di questi giorni le enormi manifestazioni studentesche e popolari francesi, a cui si aggiungono importanti mobilitazioni ed iniziative anche in Spagna ed in Belgio. Settori di massa e di studenti sono scesi in piazza con rivendicazioni politiche che denunciano la condizione inaccettabile dei servizi pubblici e una situazione economica insostenibile, che si oppongono al riarmo, che rifiutano la logica dell’arruolamento nelle guerre imperialiste ingiuste, che denunciano la fascistizzazione e la militarizzazione.

Viva la rivolta in Francia!

Viva la Gioventù Comunista francese!

Tutto ciò mette all’ordine del giorno il problema della formazione di un campo indipendente del proletariato e dei popoli oppressi, di un effettivo fronte antimperialista. In questo senso la diffusione, il consolidamento e lo sviluppo dell’iniziativa della Lega Antimperialista è qualcosa di assolutamente opportuno e necessario nell’attuale fase per i popoli e per le masse oppresse di tutto il mondo.

Compagni, che questo evento si tenga a Napoli può forse essere visto come un fatto contingente. Invece è probabilmente indice di qualcosa di più significativo. Le masse del Meridione e delle Isole, oppresse in maniera semi-coloniale dall’imperialismo del Nord-Italia, sono parte decisiva del problema della rivoluzione in Italia.

L’imperialismo marginale italiano fornisce basi e sostegno all’imperialismo statunitense, collude con esso e con le sue operazioni di asservimento, aggressione e oppressione. Questo asservimento viene fatto pagare alle masse e in particolare alle masse popolari del Meridione e delle Isole. La Sardegna e la Sicilia devono subirne basi e servitù militari. Il porto di Napoli è indispensabile agli imperialisti yankee per controllare il Mediterraneo e svolgere le loro operazioni aggressive. Le masse popolari del Meridione e delle Isole hanno interesse a liberarsi dall’oppressione dell’imperialismo yankee e dell’imperialismo del Nord-Italia e ad unirsi alla lotta dei popoli oppressi di tutto il mondo.

Proprio pochi giorni fa le masse di piccolissime e piccole aziende dell’agricoltura, della zootecnia e dell’autotrasporto del Sud Italia sono scese in strada contro i grandi monopoli che li riducono alla miseria, denunciando una condizione insostenibile per il caro vita, i prezzi di monopolio e il costo della benzina. Questi strati popolari meridionali, che sono una componente fondamentale per la rivoluzione popolare, non hanno ancora oggi un fronte antimperialista che li unifichi e li rappresenti e cadono quindi spesso sotto l’egemonia di imprese che, dietro un’apparente competizione contro i monopoli industriali, finanziari e della grande distribuzione, si mettono al servizio di questi ultimi per strumentalizzare la rivolta delle masse popolari ed indirizzarla verso il protezionismo, il nazionalismo ed il rafforzamento dell’imperialismo italiano.

In queste stesse settimane una grande ondata di mobilitazioni studentesche ha percorso le strade di tutta Italia sull’esempio di quanto avvenuto in altri paesi come la Francia. Tutti questi settori di lavoratori, studenti, piccoli produttori hanno bisogno di dar vita ad un loro vasto schieramento coordinato ed organizzato, a cui le esistenti forze opportuniste e riformiste non sono affatto in grado di contribuire. Contribuiamo a costruirlo! Costruiamo anche in Italia la Lega Anti-Imperialista!

Impegniamoci nelle campagne internazionali a sostegno dei popoli oppressi e delle Rivoluzioni di Nuova Democrazia! Per l’unità di tutte le masse oppresse, i lavoratori e i popoli del Mondo!

Viva la Lega Antimperialista Internazionale!