Nelle scorse settimane Belfast è stata  oggetto di una serie di raid squadristi contro immigrati e richiedenti asilo. Il pretesto è stato l’accoltellamento di un uomo, in seguito al quale è stato arrestato un sudanese residente nel Regno Unito. A partire da questo episodio, i gruppi dell’estrema destra britannica hanno promosso una serie di iniziative anti-immigrazione sfociate in un’articolata mobilitazione contro interi settori delle masse popolari. Le immagini delle abitazioni incendiate, delle famiglie costrette ad abbandonare le proprie case e degli scontri che hanno attraversato diversi quartieri di Belfast hanno fatto il giro del mondo. Tuttavia, per comprendere quanto accaduto è necessario collocare questi eventi nel più ampio contesto in cui si sono sviluppati, segnato dall’approfondirsi della crisi dell’imperialismo e dall’attività delle forze reazionarie.

Organizzazioni e agitatori dell’estrema destra britannica hanno svolto un ruolo attivo nell’alimentare la campagna anti-immigrazione. Tra questi figura Tommy Robinson. Già nei mesi precedenti erano state promosse campagne contro migranti e richiedenti asilo, accompagnate dalla diffusione online di informazioni e indirizzi relativi alle abitazioni degli immigrati.

Per comprendere la situazione è necessario guardare alle politiche dell’Inghilterra contro la popolazione dell’Irlanda del Nord. A quasi trent’anni dagli Accordi del Venerdì Santo, la questione nazionale irlandese è sempre più accentuata. Gli accordi sancirono il disarmo e l’abbandono della lotta da parte di settori del movimento repubblicano. Settori che  finirono  con integrarsi nell’assetto politico sorto dalla permanenza della dominazione inglese sull’Irlanda del Nord.

Questa capitolazione non pose fine né alla presenza inglese né alle profonde contraddizioni politiche e sociali che attraversano il paese. La ribellione contro l’oppressione inglese non si è mai fermata realmente. Interi quartieri popolari continuano a essere segnati dalla disoccupazione, dalla precarietà, dal degrado dei servizi pubblici e dall’assenza di prospettive per ampi settori della popolazione. Particolarmente in Irlanda del Nord gli effetti della crisi economica si sono tradotti in un progressivo peggioramento delle condizioni di vita delle masse popolari. All’aumento del costo della vita, alla crisi abitativa e alla precarizzazione del lavoro si aggiunge una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni e dei partiti che si sono alternati al governo del paese.

È su questo terreno che le organizzazioni fasciste  hanno sviluppato la propria iniziativa fomentate dal grande capitale e dallo Stato inglese con l’obiettivo di colpire e dividere le masse popolari dell’Irlanda del Nord che aspirano ad una soluzione democratica della loro Questione Nazionale. A tale scopo le forze fasciste britanniche  cercano di unificare varie forze fasciste  irlandesi che si oppongono strenuamente alla lotta antimperialista.

In questo quadro al servizio dell’imperialismo inglese e del sempre più avanzato processo di fascistizzazione in corso in Inghilterra indicano immigrati e richiedenti asilo come responsabili di problemi generati dalle contraddizioni del sistema economico e sociale vigente. La campagna anti-immigrazione cerca di trasformare la rabbia prodotta dalla crisi in ostilità verso altri settori delle masse popolari.

Di fronte alle violenze e alla furia fascista, migliaia di persone sono scese in piazza a Belfast per denunciare gli attacchi contro immigrati e richiedenti asilo. Le mobilitazioni promosse da organizzazioni antirazziste, dalle organizzazioni che si oppongono alla dominazione inglese e da diversi soggetti sociali, hanno allargato il fronte della solidarietà e di difesa delle comunità colpite, dell’anti-fascismo e dell’antimperialismo.

Di fronte a questa offensiva, il compito delle forze popolari e rivoluzionarie dei vari paesi europei  è quello di lavorare per l’unità delle masse popolari, per la loro  organizzazione e la mobilitazione contro le borghesie imperialiste e contro il processo di fascistizzazione dei vari Stati Imperialisti che accompagna l’approfondirsi della crisi dell’imperialismo e lo sviluppo della tendenza alla rivoluzione proletaria mondiale.

Collettivi di Per La Democrazia Popolare