Traduzione non ufficiale del comunicato dei Comitati Rivoluzionari (Spagna), pubblicato in occasione dei 90 anni delle Brigate Internazionali.
«La nostra emozione è stata immensa nell’apprendere della notizia dell’esercito internazionale di volontari organizzato dai popoli di diversi paesi e siamo molto lieti che tra loro non manchino i cinesi e i giapponesi. Molti compagni dell’Esercito Rosso cinese vorrebbero recarsi in Spagna per partecipare alla vostra lotta… Se non avessimo davanti a noi il nemico giapponese, ci uniremmo alle vostre file.»
(Mao Tse-tung, Lettera al popolo spagnolo, 15 maggio 1937)
Il 18 settembre ricorre il 90° anniversario da quando l’Internazionale Comunista promosse la creazione delle Brigate Internazionali. I comunisti di tutto il mondo assunsero questo compito con l’audacia e l’energia proprie dei rivoluzionari, smuovendo mari e monti per inviare il maggior numero possibile di volontari alla guerra nazionale-rivoluzionaria che il popolo spagnolo stava combattendo contro il fascismo internazionale. Più di 50.000 volontari (provenienti da 53 paesi diversi sparsi nei cinque continenti) si fecero avanti e si arruolarono nelle Brigate.
Con nient’altro che la loro volontà di compiere il proprio dovere, i «volontari della libertà» attraversarono fiumi, montagne e mari fino a raggiungere la Spagna, dove impugnarono il fucile. Quando la guerra finì, molti si rifiutarono di deporre le armi e continuarono la loro attività nelle guerriglie antifranchiste (maquis) o nelle resistenze antifasciste di tutta Europa. Ci furono persino brigadisti che finirono in Cina, nella Guerra di Resistenza contro il Giappone, o nell’URSS, nella Grande Guerra Patriottica. Molti caddero in combattimento, diventando martiri della lotta antifascista.
I loro nomi rimarranno nei libri di storia. Sotto le bandiere dell’unità antifascista e dell’internazionalismo proletario combatterono Hans Beimler (Germania), Norman Bethune (Canada), Ali Abduljadil (Palestina), Victor García (Brasile), André Marty (Francia), Olga Bancic (Romania), Maria Luisa Lafita (Cuba), Oliver Law (Stati Uniti), Jack Shirai (Giappone), Charles Donnelly (Irlanda), Aileen Palmer (Australia), Aking Chang (Cina), Jorge Campillo (Cile), David Alvaro Siqueiros (Messico), Carlos Willis (Perù) e Todor Angelov (Bulgaria), tra molti altri. I combattenti delle Brigate Internazionali sono un esempio di eroismo e sacrificio, di coraggio e determinazione e, soprattutto, sono l’immagine vivente dell’internazionalismo proletario.
Le Brigate sono figlie del VII Congresso dell’Internazionale Comunista (1935), un importante congresso in cui si discusse su come affrontare la minaccia del fascismo internazionale e l’imminente aggressione imperialista. Il VII Congresso adottò la tattica del Fronte Unico Antifascista mondiale, tattica la cui applicazione fece avanzare la rivoluzione proletaria mondiale e ottenne due grandi risultati: la vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale e la Rivoluzione Cinese. Innalzare la bandiera delle Brigate Internazionali significa innalzare la bandiera rossa del VII Congresso, poiché essa rappresenta uno straordinario esempio dell’applicazione della tattica del Fronte Unico Antifascista sotto la guida del proletariato. Tra le loro file c’erano operai, contadini, piccola borghesia e intellettuali; c’erano anche comunisti, socialdemocratici e anarchici, persino democratici liberali.
Oggi, a 90 anni dalla loro fondazione, è più necessario che mai recuperare lo spirito delle Brigate Internazionali di fronte alle minacce del presente.
Di fronte alla militarizzazione dello Stato e alla reazionarizzazione di tutte le istituzioni della democrazia borghese; di fronte al terrorismo razzista contro le masse migranti; di fronte all’impunità verso i fascisti e i nemici del popolo; di fronte all’imperialismo spagnolo e alla sua collaborazione con l’imperialismo yankee; di fronte alla socialdemocrazia che inganna il popolo e diffonde false illusioni; di fronte a un mondo che sta cadendo a pezzi, costruiamo il fronte unico del proletariato, delle classi popolari e di tutte le nazionalità contro lo Stato imperialista spagnolo. Lavoriamo per l’unità d’azione di tutte le forze antimperialiste, antifasciste e antirepressive. Abbandoniamo il settarismo e cerchiamo i punti di unità di fronte alla reazione.
Oggi come ieri, sotto la bandiera dell’antifascismo e dell’internazionalismo proletario!
Viva le eroiche Brigate Internazionali!
Comitati Rivoluzionari
17 settembre 2026 https://comitesrevolucionarios.wordpress.com/2026/09/17/90o-aniversario-de-la-fundacion-de-las-brigadas-internacionales/