Condividiamo un resoconto del I Congresso della Lega Anti-Imperialista Internazionale, pubblicato sul sito della LAI.

 

Un duro colpo all’imperialismo! Oltre 150 antimperialisti, rappresentanti di più di 50 delegazioni provenienti da 14 paesi e da tutti i continenti, si sono riuniti in un grande atto di unità per fondare la Lega Antimperialista Internazionale (LAI) nel suo Primo Congresso. Questo evento rappresenta un importante passo in avanti per la causa antimperialista, dando vita a una forza internazionale che rafforza l’unità e la lotta dei popoli oppressi contro il nemico comune: l’imperialismo.

La realizzazione di questo Congresso è stata un atto di determinazione e una sfida diretta all’imperialismo, nel pieno dell’intensificarsi della lotta di classe e dell’offensiva contro il popolo ecuadoriano. Tra coprifuoco e attacchi sempre più violenti contro le organizzazioni rivoluzionarie e democratiche, la repressione si è aggravata nelle ultime settimane, costringendo a spostare la sede dell’evento. In appena una settimana, i compagni hanno organizzato il trasferimento, portando il Congresso in Colombia in tempi record. Sotto gli occhi dell’imperialismo, in un contesto di dura lotta di classe e guerra, il Congresso si è svolto con successo, dimostrando che nulla può fermare la lotta dei popoli oppressi. Questo evento non è stato solo un successo, ma un chiaro segnale: la nuova organizzazione nasce e si rafforza nella lotta, come impongono i tempi attuali.

Lo spirito antimperialista e internazionalista è emerso con forza negli interventi e nei saluti delle organizzazioni presenti. Tuttavia, ciò che ha caratterizzato in modo decisivo questo I Congresso è stata la vivace lotta politica e ideologica. Per tre giorni, il dibattito è stato al centro dei lavori ed è stato definito “molto positivo”, poiché ha portato a una unità più ampia e più solida tra i partecipanti, stabilendo una comprensione comune dei compiti immediati della Lega Antimperialista appena fondata.

Primo giorno: Saluti e spirito internazionalista

Il primo giorno è stato dedicato ai saluti delle diverse organizzazioni. Tutte le delegazioni hanno sottolineato la grande importanza di questo Congresso, poiché segna la nascita di una struttura che unifica organizzazioni di diversi paesi — in particolare dei paesi semi-feudali e semi-coloniali — nella loro lotta contro l’imperialismo.

Dal Brasile, 17 organizzazioni — tra cui la Lega dei Contadini Poveri, Unità Rossa, il Movimento Femminile Popolare e il giornale A Nova Democracia — hanno evidenziato la necessità di questa organizzazione e della mobilitazione dei contadini poveri nei paesi oppressi. Dalla Turchia, Partizan ha sottolineato con forza la necessità che il proletariato costituisca la base ideologica della nuova organizzazione. Sono intervenute anche altre delegazioni, tra cui il Fronte di Difesa della Lotta del Popolo dell’Ecuador e numerose organizzazioni colombiane, con una delegazione composta da oltre 13 organizzazioni.

Hanno inoltre partecipato organizzazioni provenienti da Cile, Francia, Austria, Germania, Spagna, Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca e Stati Uniti.

Accanto alle organizzazioni presenti, anche altre realtà che non hanno potuto partecipare — o che non fanno parte della LAI ma ne sostengono la fondazione — hanno inviato i loro saluti, tra cui organizzazioni dell’Isola della Réunion, della Corsica, del Venezuela e della Bolivia. Sono giunti inoltre messaggi da personalità come Mariam Abu Daqqa del FPLP, da un’organizzazione dell’India e da organizzazioni provenienti da paesi imperialisti come la Russia.

Questi contributi internazionali hanno rafforzato la comprensione della Lega Antimperialista Internazionale come una organizzazione globale fondata sull’unità dei popoli in lotta.

Secondo giorno: Il dibattito rafforza l’unità

Durante il secondo giorno si è svolto un ampio e approfondito dibattito sulla proposta di Manifesto di Fondazione della LAI e sulla sua linea politica e ideologica. Tutte le organizzazioni partecipanti hanno preso parte a una discussione ampia e combattiva, nella quale sono stati espressi diversi punti di vista sui compiti immediati e sulle basi politiche della nuova organizzazione. In tutti gli interventi è stato sottolineato che il dibattito non è solo positivo, ma “una necessità per costruire una unità solida e reale”.

Nei documenti è stata evidenziata la necessità di combattere contro tutti gli imperialismi, non solo quello statunitense, e di sostenere le giuste lotte dei popoli contro l’aggressione imperialista. È stato richiamato l’esempio della Resistenza Nazionale Palestinese e dell’operazione Diluvio di al-Aqsa, indicata come un duro colpo inflitto all’imperialismo statunitense e a Israele, a dimostrazione che i popoli possono colpire anche le potenze militari più forti.

Sono state inoltre riconosciute la Resistenza Nazionale iraniana, le lotte dei popoli dell’America Latina e la resistenza dei popoli dell’India, colpiti dalla repressione dello Stato attraverso l’Operazione Kagaar.

A seguire, diverse delegazioni hanno presentato contributi culturali. Tra questi, un video di Partizan sui martiri della guerra popolare, in memoria dei compagni Rosa e Nubar. I rivoluzionari del Brasile hanno proiettato un video sulla lotta per la terra, sulle occupazioni e sulle Aree Rivoluzionarie, denunciando la repressione dello Stato e ricordando i compagni caduti, tra cui Gedeon, Rafael e il recentemente assassinato Flecha.

 

Terzo giorno: Fondazione e avanzamento politico

Il terzo giorno ha segnato un salto qualitativo nell’unità raggiunta attraverso il dibattito, con tutte le organizzazioni impegnate a consolidare una base antimperialista solida e comune, realizzando con successo la fondazione della Lega Antimperialista Internazionale. Dopo il dibattito sul Manifesto di Fondazione e sullo Statuto, sono state apportate modifiche ai documenti sulla base delle discussioni precedenti. Ciò ha sancito la fondazione ufficiale della Lega nel suo vittorioso Primo Congresso. Successivamente è stato istituito il Comitato Esecutivo.

Il Congresso ha adottato sei risoluzioni politiche a sostegno del popolo palestinese e della sua resistenza, dei prigionieri di guerra, della lotta dell’Iran contro l’imperialismo statunitense e il sionismo israeliano, contro l’intervento statunitense in Venezuela e in America Latina, contro l’aggressione imperialista in Ucraina, a sostegno della resistenza contro l’Operazione Kagaar e del Nuovo Esercito Popolare (NPA) delle Filippine in occasione del suo cinquantasettesimo anniversario.

È stato inoltre approvato un appello all’azione in vista del vertice del G7 in Francia e una campagna internazionale unitaria per il 1° maggio sotto lo slogan: “Antimperialisti di tutti i paesi, unitevi!”. Queste risoluzioni, il Programma, e lo Statuto saranno pubblicati nei prossimi giorni.

Dopo la conclusione dei lavori politici, le delegazioni hanno presentato contributi culturali. Diversi partecipanti hanno sottolineato che “la cultura è un’arma di lotta e deve essere al servizio del popolo”. Bandera Roja dal Cile e Soldados Rojos dalla Colombia hanno eseguito brani con chiari contenuti antimperialisti. Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione delle organizzazioni colombiane, che hanno unito testi combattivi alla musica tradizionale del paese.

Un evento che ha unito le forze

Il I Congresso della Lega Antimperialista Internazionale rappresenta il culmine di oltre due anni di discussioni a livello nazionale e internazionale, che hanno portato a una comprensione unificata della situazione mondiale e dei compiti degli antimperialisti.

Uno degli obiettivi principali del Congresso è stato quello di costruire il fronte più ampio possibile contro l’imperialismo e i suoi lacchè, mantenendo saldi i principi rivoluzionari e una lotta coerente, senza concessioni alla conciliazione di classe. Nel contesto attuale delle lotte globali, diventa fondamentale superare la frammentazione e unire le forze sotto lo slogan: “Osare lottare, osare vincere!”

Riunire quasi 50 organizzazioni e 14 paesi in un Congresso che si è tentato di impedire rappresenta già di per sé un duro colpo all’imperialismo. Oggi questa unità si rafforza ulteriormente e, sotto lo slogan “Anti-imperialisti di tutti i paesi, unitevi!”, la Lega si pone con determinazione l’obiettivo di sconfiggere l’imperialismo per la liberazione dei popoli oppressi e sfruttati.

Il Congresso si è concluso tra slogan come “Viva la Lega Anti-Imperialista!”, “Viva la solidarietà internazionale!”, “Morte all’imperialismo!” e con parole di condanna per i massacri in India e di sostegno alla lotta dei compagni indiani.