«Solo la Rivoluzione Agraria può sconfiggere il latifondo e l’estrema destra», afferma la LCP
Traduzione non ufficiale da A Nova Democracia e Resistência Camponesa.
In risposta alle minacce dei sostenitori di Bolsonaro, la LCP, organizzazione contadina rispettata e combattiva, esorta i giovani che si mobilitano contro l’estrema destra a ingrossare le file della Rivoluzione Agraria.
La Lega dei Contadini Poveri (LCP) afferma, in una dichiarazione pubblicata il 19 ottobre sul portale Resistência Camponesa, che per sconfiggere l’estrema destra è necessario affrontare la sua marcia base economica, politica e ideologica: il latifondo. Firmata dalla Commissione Nazionale delle LCP e dalla LCP di Rondônia e dell’Amazzonia Occidentale, la nota denuncia il rafforzamento dei rappresentanti dei latifondisti nelle elezioni e invoca la Rivoluzione Agraria.
Il documento confuta le minacce di Flávio Bolsonaro (PL) di smantellare la LCP e denuncia che i bolsonaristi, come i seguaci Bruno Scheid e Fernando Máximo, si presentano come «nemici del sistema» mentre ne difendono i pilastri: il latifondo e il dominio imperialista.
La LCP sottolinea inoltre la sconfitta elettorale del «guaxebão» Régis Braguin, ex comandante della Polizia Militare di Rondônia (PM-RO), che non è stato eletto deputato federale. Braguin ha dato il via alla sua campagna con un video in cui spara contro un cartellone con la sigla della LCP. «Non andrai a Brasilia! Dovrai sopportarci!», risponde l’organizzazione.
La dichiarazione sostiene che la distruzione dei latifondi avverrà «per mano degli stessi contadini e con il sostegno della classe operaia e degli altri lavoratori della città e dell’autodifesa armata delle masse». Definisce la LCP come «una necessità storica e uno strumento decisivo della Rivoluzione Agraria», organizzata per conquistare la terra per i contadini poveri senza terra o con poca terra.
«La LCP mantiene ciò che il suo programma propone e promette, distrugge il latifondo pezzo per pezzo e consegna la terra ai contadini poveri», afferma il documento. L’organizzazione sottolinea che prosegue questa lotta nonostante gli omicidi dei suoi dirigenti, gli arresti di compagni e avvocati e la campagna di criminalizzazione: «nonostante tutto questo, noi andiamo avanti e trionferemo».
A titolo di esempio, la dichiarazione cita la produzione dell’Area Paulo Bento, nella regione di Mirante da Serra (RO), caratterizzata da lavoro collettivo, coltivazioni e allevamento. Secondo la LCP, queste famiglie producono su terreni pubblici e da oltre dieci anni subiscono minacce di sfratto, oltre ad attacchi da parte di sicari e persecuzioni da parte del vecchio Stato. Il comunicato contrappone questo lavoro alla propaganda dei latifondisti che si presentano come «produttori rurali».
Alla gioventù che si mobilita contro l’estrema destra, l’organizzazione rivolge un appello affinché le manifestazioni vadano oltre la contesa elettorale. Critica il fallimento della politica di conciliazione che prometteva di scongiurare il pericolo fascista ed esorta: «Che servano a ingrossare le file della Rivoluzione Agraria». Secondo la LCP, è su questo terreno che si approfondirà la lotta di liberazione sociale e nazionale contro l’imperialismo.
Segue la dichiarazione completa.
Solo la rivoluzione agraria può sconfiggere il latifondo e l’estrema destra nel Paese!
La punizione è arrivata a cavallo!
Il primo turno di questa farsa elettorale ha portato i latifondisti a ottenere la maggioranza nella stragrande maggioranza dei governi statali, delle assemblee legislative, della Camera federale e del Senato, e li ha portati in testa, seppur con un vantaggio risicato, nella corsa alla presidenza del Paese. Base secolare dell’estrema destra dal punto di vista economico, politico e ideologico, nonché (a)morale, la grande proprietà terriera, pur contando su tutti i benefici di sempre concessi dal vecchio Stato e dai suoi governi di turno, come i «Piani Safras» (600 miliardi di real quest’anno) e ogni sorta di agevolazione fiscale e altri vantaggi che solo la classe dei banchieri e le multinazionali straniere hanno sempre goduto, vuole imporre al popolo e al Paese il governo più reazionario possibile, più asservito agli Stati Uniti, anche a costo di un colpo di Stato come quello tentato con la sconfitta di Bolsonaro padre nel 2022. Non c’è da stupirsi. In questo processo marcio, demoralizzato e fasullo, il popolo, per quanto emarginato dalla povertà ed esposto alla manipolazione politica e della propria fede religiosa da parte di ogni sorta di sfruttatori e furbetti, viene comunque attirato e trascinato in gran parte da promesse illusorie di risolvere le proprie carenze materiali e spirituali. Allo stesso tempo, si impongono enormi ostacoli all’elevazione della sua coscienza politica di classe e alla sua organizzazione indipendente per la difesa dei propri diritti e interessi. Dopo decenni di frustrazioni, il popolo non crede più a quasi nulla di questo sistema politico corrotto e dei suoi «politici». Così, ingannato mille volte, finisce per votare in cambio della soddisfazione di bisogni primari, che non sono pochi: una visita medica, una cura, un lavoro, un servizio con il trattore… Solo che tutto questo, quando viene risolto dai «politici», viene fatto con il denaro dello stesso popolo che i potenti rubano per comprare il voto del «cittadino» (il voto, non la coscienza), dato che sono pieni zeppi del denaro dello Stato tramite emendamenti parlamentari. Tutto ciò oltre a controllare con pugno di ferro l’accesso ai servizi pubblici e a ricorrere a una brutale repressione per attaccare il popolo quando questo lotta per i propri diritti.
Peggio ancora, queste elezioni si sono svolte sotto la diretta interferenza yankee, non solo nella data stessa dello svolgimento con la chiusura delle loro rappresentanze diplomatiche (ambasciata a Brasilia e consolati nelle capitali degli stati), ma anche attraverso una serie di aumenti delle tariffe, finanziamenti miliardari per la propaganda online dell’estrema destra, la classificazione delle organizzazioni della criminalità comune come terroristiche per giustificare un intervento militare diretto nei paesi dell’America Latina e Centrale, vicini del Brasile, con la minaccia che «saremo i prossimi». E, infine, poiché è stata l’ultima minaccia, la riunione dei governanti di vari paesi servili e/o codardi per preparare la repressione contro la nuova minaccia rivoluzionaria che incombe sul mondo. E, per quanto lo neghino, la Rivoluzione Agraria, nei suoi passi ancora rudimentali, è una realtà schiacciante in Brasile.
Il risultato è che i latifondisti, l’1% dei proprietari che detiene quasi il 50% dei terreni considerati registrati in Brasile (la grande maggioranza ottenuta tramite furto o appropriazione abusiva – che è la stessa cosa), terre che dovrebbero servire a sfamare il nostro popolo, ma che i latifondisti utilizzano per arricchirsi con la produzione primaria destinata all’esportazione e con affari loschi sul mercato finanziario, al confronto dei quali il buco finanziario del nefando Vorcaro è «una sciocchezza». Eh sì, questa minoranza che rappresenta meno dello 0,01% della popolazione, minoranza assoluta dei parassiti della Nazione, questa minoranza è la maggioranza nel potere legislativo. E senza vergogna tengono discorsi «contro il sistema». Questo non è nemmeno un residuo di democrazia, questa elezione è una farsa più grande delle precedenti, uno strumento per legittimare questa assurda dittatura.
Hai perso!
Eppure, nonostante tutti questi vantaggi, alcuni di questi falsi candidati a rappresentanti del popolo, solitamente i più arroganti, gli «apprendisti stregoni», che si vantano di essere i custodi del sistema di sfruttamento, che parlano apertamente in difesa dei latifondi e del loro dominio crudele, che commettono crimini su crimini contro il popolo, che attaccano il popolo quando questo vuole conquistare il proprio pezzetto di terra, spesso finiscono per fallire. Toccava al nemico dichiarato della nostra onorata LCP, quel guaxebão di Braguin, poiché coloro che gli sussurravano «delenda LCP» gli hanno tagliato le gambe, e lui ha subito un risultato deludente alle elezioni per deputato federale; sul sito del TSE il suo nome non compare nemmeno come supplente, c’è scritto: NON ELETTO!
Il Guaxebão, assassino dei poveri, detrattore della LCP, che più volte ci ha accusati di essere terroristi, zerbino dei latifondisti, ha iniziato la sua campagna pubblicando un video in cui sparava con un fucile contro un cartellone su cui era scritto: LCP a caratteri cubitali, con la pretesa di averla eliminata. Imitando il secondo film «Tropa de Elite», ha avvertito che «ora il nemico è un altro», che stava per partire per la battaglia a Brasilia, dove per lui si trova quell’«altro nemico», il «sistema», lo stesso sistema che, fino ad oggi, gli ha garantito l’impunità per i vari crimini da lui commessi. Ma Braguin criticava questo «sistema», che secondo lui sarebbe stato compiacente nei confronti della LCP. Non lo è mai stato! E non può esserlo! Perché quel sistema si basa proprio sul latifondo e sul dominio dell’imperialismo straniero sul Paese: è il sistema che di fatto la LCP combatte!
La LCP si è organizzata per rispondere alle necessità delle masse contadine, perché in questo capitalismo burocratico del Paese – sistema ideato e mantenuto dall’imperialismo per servirlo al massimo, che ha come custode il vecchio Stato brasiliano – la realtà in cui viviamo è tale che la vita del popolo, indipendentemente dal governo in carica, è la stessa miseria di sempre. In altre parole, è il sistema di oppressione e sfruttamento in cui il latifondo la fa da padrone; in cui il monopolio e la concentrazione della terra sono la piaga aperta e il cancro della Nazione e la rovina del nostro popolo. Pertanto, in questo nostro Paese, contro questo odioso sistema secolare, la LCP è una necessità storica e uno strumento decisivo della Rivoluzione Agraria, perché la LCP non solo difende la lotta per la terra a favore dei contadini poveri senza terra o con poca terra attraverso la distruzione del latifondo, per la sua completa eliminazione e per l’unica via possibile, per mano degli stessi contadini e con il sostegno della classe operaia e degli altri lavoratori della città e l’autodifesa armata delle masse. La LCP mantiene ciò che il suo programma propone e promette, distrugge il latifondo pezzo per pezzo e consegna la terra ai contadini poveri. In ogni angolo di Rondônia e in diverse parti del Brasile c’è un brasiliano o una brasiliana che si è conquistato la propria terra sventolando le nostre bandiere. E nonostante tutta l’odiosa campagna di demonizzazione, criminalizzazione, arresto di compagni e avvocati; nonostante gli omicidi di molti compagni e compagne della direzione della LCP, i nostri eroi ed eroine; nonostante tutto questo, noi andiamo avanti e trionferemo. Quel guaxebão di Braguin finirà nella pattumiera della storia prima di quanto gli avessero promesso quando ha iniziato la sua sporca carriera, magari abbracciato al suo predecessore, il «maggiore» Enedy, da cui ha rubato la «carica».
Solo così tutti potranno sbatterglielo in faccia quando dirà altre bugie, calunnie o sciocchezze su TikTok:
Repubblicani, il colonnello Braguin (alias “guaxebão”), NON ELETTO, 13.152 voti, oltre 20.000 voti in meno rispetto all’ultimo eletto, 41° posto.
Non andrà a Brasilia! Dovrà sopportarci!
Morto un re se ne fa un altro
Ma che nessuno si illuda: in questo Paese dominato dai latifondi, il ruolo di persecutore della LCP, un tempo ricoperto dallo sfortunato Guaxebão Braguin a Rondônia, non rimane vacante. A ricoprire ora questa funesta carica è il senatore eletto Bruno Scheid, noto con il soprannome dispregiativo di Bruno Bolsonaro, che sta guidando gli attacchi contro la LCP. Le malelingue dicono che sia in lizza per un possibile incarico presso il Ministero dello Sviluppo Agrario, o un ente correlato, qualora il playboy degenerato, ladro di professione e miliziano Flávio Bolsonaro venisse eletto (le elezioni non sono nemmeno finite e quel mascalzone si è già adagiato nella «culla splendida»). E perderanno!
Insieme al suo collega senatore, anch’egli eletto, Fernando Máximo, i due sono riusciti a far dire senza alcuna difficoltà allo sciocco Bolsonaro che la LCP è terroristica e che «ha un giorno e un’ora per finire». In un video, da vero bullo, Bruno incita all’invasione delle terre indigene e dei parchi naturali, e si lamenta di essere un «agricoltore» che lavorava onestamente e che nel 2018 ha visto la propria proprietà invasa dalla LCP. In un altro video della sua campagna elettorale, in cui parla con il candidato del PL alla presidenza, quest’ultimo ha risposto: «Se sono poveri, come possono avere un fucile?».
Ai fatti
In primo luogo, i veri produttori rurali di questo Paese siamo noi, contadini poveri senza terra o con poca terra e la fascia più bassa dei proprietari medi; tutti noi ci troviamo a dover affrontare il latifondo e il suo sistema finanziario che rovina la nostra produzione, impoverisce il popolo e parassita la Nazione. Noi, i contadini cantati in versi e in prosa da Pena Branca e Xavantinho, Zé Mulato e Cassiano, Duduca e Dalvan, Jacó e Jacozinho, e molti altri autentici, siamo i veri proprietari della terra. Questi fascisti sporcaccioni come Bruno Bolsonaro e altri della stessa risma non producono nulla, rubano la terra al popolo e sono protetti dalla giustizia corrotta del Paese; rubano la terra e ci chiamano banditi se la riprendiamo in modo organizzato per chi lavora duramente dall’alba al tramonto. Questa feccia produce per esportare e perpetuare la vera piramide finanziaria, finanziata principalmente dai programmi agricoli, dall’assenza di riscossione delle imposte e dal diritto di uccidere per difendere il frutto del proprio furto: la terra. Presentiamo una piccola panoramica della produzione dell’area di Paulo Bento, nella regione di Seringueiras, Rondônia, dove i contadini producono da oltre dieci anni affrontando minacce di sfratto in un’area che è pubblica. Oltre a subire diversi attacchi da parte dei «guaxebas», persecuzioni ambientali e minacce da parte delle forze di repressione dello Stato.
Ladro di terra!
Bruno Sheid odia la LCP. Noi contadini e contadine che lavoriamo dall’alba al tramonto, che viviamo del nostro sacro sudore sulla terra che spesso innaffiamo con le lacrime delle nostre famiglie, proviamo un grande orgoglio nel sentire un verme come questo dichiarare il suo odio nei nostri confronti. Eh sì, conosciamo tutti i suoi segreti, e non sono pochi. I contadini che nel 2018 hanno tentato di occupare la terra che lui sostiene essere sua a Nova Brasilândia, e che sono stati sgomberati lo stesso giorno, senza mandato giudiziario, da un apparato di polizia inviato illegalmente dal governo di Rondônia, in realtà erano in possesso di un anziano signore conosciuto come «italiano», il quale, pur avendo acquistato il diritto di uso, sapeva che si trattava di terra pubblica usurpata. Questo signore conviveva con la madre di Bruno «Bolsonaro», ma in realtà era solo un piano: come si è presto scoperto, hanno fregato l’anziano. Questa storia, attraverso altre vie, è giunta all’attenzione delle masse. Di’ la verità, faccia pallida, mostra la catena di proprietà di questa terra pubblica!
Portare avanti la rivoluzione agraria
In definitiva, in questo processo elettorale – il più demoralizzante dai tempi delle elezioni che si tenevano durante il regime militare – l’estrema destra ha ottenuto un terzo dei voti, la destra e l’opportunismo un altro terzo, mentre un terzo è andato al rifiuto della farsa elettorale. Che lo slancio che ha travolto una parte della gioventù, mobilitatasi per sconfiggere l’estrema destra in questa farsa elettorale, non si fermi qui. Queste manifestazioni sono state represse per decenni dall’opportunismo, che prometteva che la sua politica di conciliazione e pacificazione avrebbe scongiurato il pericolo del fascismo, e ha fallito. Che servano a ingrossare le file della Rivoluzione Agraria, poiché è su questo terreno, non appena sarà passato il 25 ottobre, che si radicalizzeranno le gravi contese della lotta di liberazione sociale e nazionale antimperialista. Solo la Rivoluzione Agraria sconfigge il latifondo e l’estrema destra.
Viva la Rivoluzione Agraria!
Terra a chi vi vive e vi lavora!
Morte al latifondo!
Abbasso l’imperialismo!
Libertà alla dottoressa Lenir e a tutti i compagni incarcerati!
Viva i 3 anni del glorioso Diluvio di Al-Aqsa!
Commissione Nazionale delle Leghe dei Contadini Poveri
Lega dei Contadini Poveri di Rondônia e dell’Amazzonia Occidentale