Traduzione non ufficiale da The Red Herald

 

Condividiamo qui una traduzione non ufficiale di una nota urgente sull’uccisione di un leader contadino pubblicata da A Nova Democracia.

Il leader contadino quarantatreenne Adeildo Gonçalves Calheiro, conosciuto come “Flecha” (Freccia), è stato brutalmente giustiziato la mattina del 23 gennaio nell’insediamento Pari, ad Alto Paraguai, nello Stato del Mato Grosso (MT). Secondo la stampa, l’operazione è stata condotta dal Battaglione delle Operazioni Speciali (BOPE) della Polizia Militare (PM) del MT, in cooperazione con le forze repressive di Rondônia.

La Commissione Nazionale della Lega dei Contadini Poveri (LCP), contattata per questo servizio da AND, nutre sospetti sulla versione della polizia. «Quanto meno, è strano che questo crimine, commesso dal BOPE del MT, sia stato inizialmente riportato a Rondônia», ha affermato la commissione in una nota; ha poi sottolineato che l’unico resoconto fornito dagli assassini è stato «la versione altamente sospetta delle forze repressive, che servono i grandi proprietari terrieri, responsabili dell’uccisione di migliaia di contadini, indigeni e Quilombolas».

Il movimento sottolinea che, contrariamente alle accuse, «il compagno “Flecha” non è e non è mai stato un bandito». «È un leader contadino di primo piano e molto amato, impegnato nella Rivoluzione Agraria fino all’ultimo respiro, che ha partecipato alle lotte nelle aree Lamarca I e Lamarca II; si è unito al movimento assumendosi la responsabilità di tutti i compiti necessari e ha contribuito a far conquistare alle masse la loro tanto attesa e sacra terra a Santa Elina, Gonçalo I e Gonçalo II, Raio de Sol, Canaã, Renato Nathan 2 e Valdiro Chagas. Ha inoltre innalzato con coraggio il glorioso nome di Gedeon nella regione di Machadinho D’Oeste», ricorda la LCP.

«Innalziamo con orgoglio il nome del nostro compagno, odiato mille volte dal vecchio Stato e dai grandi proprietari terrieri per aver contribuito alla loro sconfitta in diverse battaglie. La sua vita onorevole e la sua morte in combattimento ci rendono più forti. Compagno “Flecha”: presente nella lotta!», conclude la LCP.

 

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