L’aggressione imperialista nei confronti dell’Iran si sta approfondendo ed estendendo con il coinvolgimento e la partecipazione sempre più attiva di varie potenze imperialiste, a partire da quelle europee. Quest’aggressione si colloca all’interno di un quadro che negli ultimi mesi è andato caratterizzandosi da una politica particolarmente aggressiva promossa dagli USA e, nel Medio Oriente, dallo Stato d’Israele. Per quanto riguarda gli USA abbiamo, oltre all’operazione militare lanciata contro il Venezuela accompagnata dal rapimento del suo Presidente, anche lo stringersi della morsa contro Cuba, Panama, Messico, Groenlandia, con Cuba che appare il prossimo bersaglio e con tutta l’America Latina che sta diventano oggetto di una diretta colonizzazione economica, politica e militare.

Tutto questo avviene mentre la Russia e la Cina cercano di avvantaggiarsi dei sempre più numerosi fronti di guerra che gli USA, insieme allo Stato d’Israele, stanno aprendo dall’America Latina al Medio Oriente. La politica di queste due potenze imperialiste è quella di mantenere aperto il fronte ucraino e di proseguire nel resto del mondo con la politica del minimo sforzo al fine di favorire un logoramento progressivo delle forze dell’imperialismo occidentale nelle varie imprese imperialiste e guerre di aggressione. Se dunque l’imperialismo occidentale, capeggiato dagli USA, sta adottando una linea sempre più aggressiva, Russia e Cina stanno a loro volta cercando di sfruttare questa situazione per rafforzarsi e prepararsi per gli inevitabili salti qualitativi della guerra mondiale inter-imperialista. A tale scopo non esitano a colludere di fatto con gli stessi USA ed Israele rispetto alla loro politica genocida nei confronti della popolazione palestinese e oggi nei confronti della guerra contro l’Iran.

Nel complesso la stessa situazione mondiale è caratterizzata da tre contraddizioni di fondo: 1) quella che vede l’offensiva dell’imperialismo contro i popoli oppressi e le piccole nazioni; 2) quella dello sviluppo della guerra inter-imperialista  tra gli USA e le altre potenze occidentali da un lato e  Russia e Cina dall’altro; 3) quella che oppone nei paesi imperialisti la borghesia e le masse popolari nella forma di una crescente fascistizzazione, di un’offensiva economica legata alla crisi ed ai preparativi di guerra e di un coinvolgimento crescente nelle imprese guerrafondaie e nella guerra inter-imperialista.

Lo sviluppo di queste tre contraddizioni, a partire da quella fondamentale tra imperialismo e popoli oppressi, tenderà via via a rovesciare l’attuale situazione e a sviluppare, anche sul piano delle condizioni soggettive, oltre che su quello delle condizioni oggettive della crisi terminale del sistema imperialista, la tendenza rappresentata dalla rivoluzione proletaria mondiale.

Sul piano soggettivo l’avanguardia della rivoluzione proletaria mondiale è oggi già data ed è rappresentata dalle Rivoluzioni di Nuova Democrazia oggetto di un’offensiva dispiegata delle forze fasciste ed imperialiste.

Sostenere i popoli oppressi e le Rivoluzioni di Nuova Democrazia opponendosi in primo luogo all’espansionismo e alle imprese guerrafondaie dell’imperialismo italiano, degli USA e dei principali europei, è oggi il problema centrale cui collegare anche la questione della lotta contro la guerra inter-imperialista e contro quel fascismo montante che sta assumendo, tra l’altro, la forma dello Stato di Polizia.

La convergenza su queste basi delle forze antifasciste, di opposizione e rivoluzionarie è una necessità oggettiva ed impellente. È quindi necessario valorizzare l’esperienza ed il sostegno relativo alle lotte di solidarietà con la resistenza palestinese per costruire in Italia un fronte unitario antimperialista capace di operare a fianco dei fronti antimperialisti che si stanno sviluppando in altri paesi dell’Europa e del Mediterraneo. 

Collettivi di Per La Democrazia Popolare 

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