Il 27 giugno si è tenuta con successo l’iniziativa promossa dal Collettivo Per la Democrazia Popolare di Napoli e provincia e dal Comitato di solidarietà con i popoli oppressi e le rivoluzioni di nuova democrazia. È stato presentato il dossier “India: una grande Rivoluzione di Nuova Democrazia”, accompagnato dalla proposta del Comitato a tutti i soggetti e le realtà interessate a convergere nella campagna nazionale a sostegno della Guerra Popolare in India, campagna che vuole essere solo la base di una convergenza più ampia relativa all’iniziativa antimperialista nel nostro paese. Negli interventi dei compagni del collettivo e del comitato sono stati approfonditi temi come la persistenza del semifeudalesimo e del capitalismo burocratico in India, il genocidio degli adivasi, il sistema delle caste, il ruolo dei latifondisti nella repressione delle popolazioni contadine nelle campagne, il fascismo hindutva e la necessità di combattere la linea opportunista di destra che nega la condizione semifeudale e semicoloniale dell’India odierna. L’iniziativa ha ricevuto i saluti internazionali della Gioventù Comunista (Jeunesse Communiste, Francia), dei Comitati Rivoluzionari (Comités Revolucionarios, Spagna) e, per quanto riguarda la realtà italiana, del segretario del Sindacato Multicategoriale di Base e del Partito Marxista-Leninista Italiano [PMLI]. Quest’ultimo che ha partecipato all’iniziativa, è intervenuto ed ha contribuito in maniera propositiva al dibattito. Nella fase del dibattito i compagni delle realtà organizzate presenti e i compagni non appartenenti a nessuna organizzazione hanno concordato sulla necessità di porre all’ordine del giorno l’iniziativa antimperialista a sostegno delle punte più avanzate della rivoluzione proletaria mondiale, le guerre popolari, e dei movimenti di liberazione nazionale, a partire dalla Palestina e passando per il Libano, l’Iran, lo Yemen. È stato evidenziato il ruolo nefasto dell’imperialismo italiano nei confronti dei popoli oppressi, a cominciare dalla sua collaborazione con governi genocidi come quello dell’entità sionista e del BJP di Modi. I compagni hanno ricordato le imprese guerrafondaie dell’imperialismo di italiano dalla sua nascita fino ai giorni nostri in varie zone dell’Africa e dei Balcani. Tutto questo senza dimenticare l’oppressione che grava sulle spalle delle masse popolari del sud e delle isole e, di conseguenza, il ruolo centrale della Questione meridionale. Una parte consistente della discussione è ruotata attorno alla necessità di opporsi a tutte le superpotenze e potenze imperialiste, che si tratti dell’imperialismo yankee, europeo, russo o cinese. Si è parlato anche della necessità di riconoscere il diritto del popolo ucraino alla resistenza anche contro l’aggressione imperialista della Russia. Infine, è stato segnalato il recente Congresso della Lega Antimperialista Internazionale, tenutosi in Colombia, individuandolo come un passaggio fondamentale per lo sviluppo dell’unità degli antimperialisti a livello mondiale. Le forze presenti hanno convenuto di ritrovarsi per definire un percorso comune sulla questione dell’antimperialismo e del sostegno alla rivoluzione di nuova democrazia in India.
Invitiamo le forze che avevano dichiarato il loro interesse, ma che non sono potute intervenire per altri impegni politici, a partecipare al processo che si è aperto ed a fare riferimento per loro eventuali contributi, adesioni e proposte alle seguenti mail: perlademocraziapopolare.sud@proton.me e comitatopopolioppressi@protonmail.com
SALUTI DEI COMITATI RIVOLUZIONARI (SPAGNA):
«Affrontiamo le sfide, ci estendiamo a tutte le aree e a tutti i settori del Paese, ampliamo la base di massa e lottiamo con coraggio e audacia. Raggiungeremo la vittoria. Il popolo è invincibile; questo è il fattore decisivo. Se organizziamo le masse oppresse, le grandi maggioranze rovesceranno i pochi sfruttatori. Abbiamo assoluta fiducia nella verità storica secondo cui la lotta avanza attraverso sconfitte e vittorie parziali, fino a conquistare la vittoria definitiva»
Intervista al compagno Basavaraj di Alf Brennan, di Avani News, nel dicembre 2022
Cari compagni,
A nome dei Comitati Rivoluzionari inviamo un saluto rosso e internazionalista ai militanti antimperialisti, agli attivisti democratici e a tutte le persone impegnate per un mondo migliore che oggi partecipano a questo evento sulla Guerra Popolare in India.
Viviamo in tempi storici, tempi in cui l’imperialismo sta vivendo il suo momento di massima decomposizione e sarà spazzato via dalla faccia della terra. Questo non è uno slogan, non siamo «ottimisti» che perdono il senso della realtà. Non è una dichiarazione di fede, no. Il crollo del sistema imperialista mondiale è una realtà storica e politica. Non è solo una realtà storica, è anche una realtà politica, perché non è una questione del futuro, è una questione del presente. Sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi, proprio in questo momento.
Di fronte a questa situazione, gli antimperialisti di tutto il mondo hanno due compiti fondamentali. Il primo è raddoppiare gli sforzi affinché il movimento proletario internazionale e il movimento di liberazione nazionale si uniscano in un grande fronte antimperialista mondiale sotto la guida del proletariato; e il primo passo è unificare tutte le organizzazioni e le personalità rivoluzionarie, antimperialiste e democratiche. Il secondo è sostenere con forza le avanguardie della lotta antimperialista mondiale, ovvero le Guerre Popolari in corso e le Guerre di Resistenza Nazionale.
È per questo che ci rallegra enormemente l’esistenza di questo evento, poiché la Guerra Popolare in India è uno dei fari che illumina il proletariato internazionale e i popoli oppressi del mondo. È particolarmente importante sostenerla ora, mentre la rivoluzione indiana è sotto attacco diretto e indiretto da parte dello Stato, dei fascisti e dei traditori. E nonostante gli attacchi, le bandiere rosse issate a Naxalbari continuano a sventolare nel cuore delle foreste indiane. Nonostante tutte le risorse degli imperialisti, l’«Operazione Kagaar» non è riuscita a stroncare la rivoluzione. La Guerra Popolare in India è invincibile! Issiamo le nostre bandiere insieme al PCI (maoista), all’Esercito Guerrigliero di Liberazione Popolare (PLGA), ai Comitati Popolari Rivoluzionari che costituiscono la spina dorsale del Nuovo Potere e a tutte le organizzazioni rivoluzionarie di massa. Laal Salaam, compagno Basavaraj!
Due anni dopo che Partizan (Turchia), il Fronte Rivoluzionario per la Difesa dei Diritti del Popolo (Brasile), la Corrente del Popolo Sole Rosso (Messico) e il Fronte di Difesa delle Lotte Popolari (Ecuador) hanno dichiarato la loro volontà di formare un grande fronte antimperialista mondiale, il 3, 4 e 5 aprile di quest’anno è stata fondata la Lega Antimperialista Internazionale. La fondazione della LAI è un grido di rabbia, una dichiarazione di guerra contro l’imperialismo.
È la promessa dei popoli del mondo di porre fine al sistema imperialista mondiale, che sa solo provocare fame, miseria, guerre di aggressione, genocidio e i crimini più disumani e inimmaginabili. Noi Comitati Rivoluzionari abbiamo partecipato al processo di fondazione e in questo momento stiamo costruendo, insieme ad altre organizzazioni, la Sezione Spagnola della Lega Antiimperialista. Sappiate che avrete il sostegno della Sezione Spagnola della LAI per le campagne internazionaliste che svilupperete in Italia. Antimperialisti di tutto il mondo, unitevi!
Compagni,
il proletariato e il popolo italiano sono stati temprati dal fuoco in mille e una battaglia. Dal «biennio rosso» con le sue potenti occupazioni di fabbriche al nord, ai potenti movimenti contadini al sud, fino ai recenti scioperi di solidarietà per la Palestina, passando per l’eroica resistenza partigiana contro il fascismo. Le masse italiane sono pronte a organizzarsi e a mobilitarsi; si tratta di organizzarsi per portare il messaggio antimperialista ai milioni di figli del popolo. Abbiamo piena fiducia e siamo certi che tutti voi avrete successo in questo compito.
Il popolo italiano e quello spagnolo hanno una storia eroica di lotta comune, in cui spicca l’epopea titanica dei volontari della Brigata Garibaldi durante la nostra Guerra Nazionale-Rivoluzionaria (1936-1939). Auspichiamo che il nostro percorso di lotta comune possa svilupparsi ulteriormente in futuro.
Compagni, vi auguriamo successo nei vostri dibattiti e nei vostri lavori.
Comitati Rivoluzionari
Commissione Direttiva
25 giugno 2026
Madrid, Spagna
SALUTI DELLA GIOVENTÙ COMUNISTA (FRANCIA):
Cari compagni, cari amici,
Desideriamo rivolgere un caloroso ringraziamento a PLDP e al Comitato di solidarietà con i popoli oppressi e le rivoluzioni di nuova democrazia per l’organizzazione di questo evento. Desideriamo sottolineare l’importanza di questo tipo di evento in questo momento perché, come ripetiamo spesso, è giunto il momento di passare all’offensiva della Rivoluzione Proletaria Mondiale.Il capitalismo è giunto al suo stadio più avanzato di sviluppo e di decomposizione: l’imperialismo. L’imperialismo è condannato a una crisi costante e sempre più grave. Una crisi che lo conduce inevitabilmente al proprio cannibalismo, poiché dipende dall’estrema centralizzazione del capitale. Questa estrema centralizzazione è il cuore della contraddizione che gli imperialisti vivono tra loro:per mantenersi, le potenze imperialiste sono costrette a collaborare e, allo stesso tempo, la centralizzazione del capitale le spinge a competere tra loro. L’aspetto principale è la concorrenza: è ciò che porta le potenze imperialiste al cannibalismo. Lo sviluppo di questa contraddizione è oggi tale che gli imperialisti stanno preparando una guerra per la ridistribuzione del mondo. Si tratta di uno sviluppo oggettivo della lotta di classe e del sistema imperialista verso la sua decomposizione avanzata.L’imperialismo si basa sull’estorsione del plusvalore, sullo sfruttamento del proletariato e dei popoli e delle nazioni oppresse. L’oppressione esercitata nei paesi oppressi mantiene questi paesi in unasituazione di colonia o semicolonia, in una forma di capitalismo burocratico guidato da una borghesia compradora al servizio dell’imperialismo. Lo sviluppo di questa contraddizione è oggi tale che le lotte di liberazione nazionale sono in corso in ogni continente e stanno compiendo un salto di qualità verso la lotta armata. A questo proposito potremmo citare le lotte in corso in Palestina e in Libano, ma anche centinaia di altre che fioriscono ogni giorno.Con la perdita delle nostre roccaforti rosse nel mondo (dopo le restaurazioni capitalistiche nell’URSS e in Cina), molti sostengono che tutto sia perduto, che l’imperialismo abbia vinto. Ciò significa ignorare i cicli di restaurazione e controrestaurazione, significa non credere nella forza invincibile del proletariato come classe emergente della storia, e nel fatto che le masse sono i veri eroi. Le masse non hanno mai smesso di lottare. La situazione mondiale è oggi la seguente: innanzitutto, i comunisti di tutto il mondo hanno tratto insegnamento da queste esperienze e la visione del mondo del proletariato, che in realtà è la sua arma più potente, è più profonda e completa che mai; in secondo luogo, le masse lottano ovunque e in ogni momento. Una nuova grande ondata della Rivoluzione Proletaria Mondiale si sta diffondendo in tutto il mondo. In qualità di rivoluzionari attivi nei paesi imperialisti, è necessario tenere gli occhi puntati sulle guerre popolari in corso, e in particolare sulla lotta accanita dei nostri compagni in India, che oggi si trovano ad affrontare una campagna controrivoluzionaria sanguinosa. Di fronte agli attacchi congiunti del regime fascista di Modi e dei traditori, il PCI (maoista) stringe i ranghi attorno alla propria direzione e alla Rivoluzione. Si tratta di una lotta feroce contro le tendenze alla capitolazione, alla liquidazione e al tradimento, che spetta a noi sostenere con ogni mezzo.Nella difesa della guerra popolare, nella difesa del PCI (maoista), si delinea una chiara linea di demarcazione tra coloro che desiderano e si adoperano sinceramente per la rivoluzione e coloro che operano a favore della controrivoluzione. Dobbiamo difendere la guerra popolare in India non solo a parole ma con i fatti, senza mai smettere di far conoscere alle masse la situazione in India, lottando con ferocia contro il nostro stesso imperialismo e la sua collaborazione con il vecchio regime indiano, esercitando una pressione costante per la liberazione dei prigionieri politici e per la solidarietà di classe e la solidarietà internazionalista.
Calorosi saluti rivoluzionari,
Il Comitato Nazionale della Gioventù Comunista di Francia.