I risultati del referendum sulla legge di revisione costituzionale del governo fascista Meloni indicano che la larga maggioranza della parte più cosciente e combattiva dei giovani, dei lavoratori e delle masse popolari è contro la fascistizzazione dello Stato, il razzismo e la putrida cultura reazionaria diffusa in primo luogo dai partiti di governo ed è soprattutto contro l’economia di guerra, contro le imprese imperialiste e la partecipazione al genocidio del popolo palestinese, all’aggressione contro l’Iran e altre imprese guerrafondaie.

I risultati evidenziano che è scesa in campo una pare dell’elettorato generalmente astensionista a testimonianza ulteriore del fatto che l’astensionismo alle tornate elettorali è generalmente un segno della crisi egemonica della borghesia e delle forze di potere e non espressione di disinteresse e qualunquismo. 

I risultati mostrano anche la natura reazionaria del blocco fascio-leghista del Nord Italia. In particolare la Lombardia è oggi il cuore dell’imperialismo italiano, il centro da cui dipartono le politiche sostenute e rilanciate dalle forze politiche fasciste e socialfasciste di oppressione e sfruttamento delle masse popolari del Mezzogiorno e delle Isole che forse non a caso hanno deciso questa volta di contribuire in modo esemplare al NO contro la legge reazionaria Nordio voluta dal governo Meloni.

I referendum sono certamente un colpo al governo fascista, ma non intaccano il processo di fascistizzazione dello Stato che almeno da cinquant’anni ad oggi è progredito passo dopo passo, legge reazionaria dopo legge reazionaria grazie anche a parte delle forze di potere e sindacali che, come i vari PCI-PDS-DS-PD, il M5S, la CGIL ecc, oggi hanno dato l’indicazione del voto per il NO. Il loro scopo è quello di strumentalizzare la protesta e la ribellione sociale e politica per andare al governo, passivizzare le masse e continuare con la loro politica socialfascista, guerrafondaia ed antipopolare come hanno sempre fatto e come continuano a fare anche oggi più in sordina.  

Nessuna illusione sulla costituzione e su un ormai inesistente democrazia liberale borghese. Quindi nessuna collaborazione con quelle forze di potere falsamente democratiche ed antifasciste che, al di sopra di qualsiasi altra cosa, mirano a tagliare le gambe allo sviluppo dell’opposizione dei giovani e di settori delle masse popolari al fascismo ed all’imperialismo.

Con le leggi sempre più repressive e numerose che sono state già emesse e che sono in programma e che i giudici ed i pm, carriere separate o meno, saranno tenuti ad applicare, quello che si delinea è l’affermazione di un regime fascista poliziesco. In un quadro di questo genere quello che conta è la preparazione, l’organizzazione e la disponibilità alla lotta ed ai sacrifici personali degli elementi avanzati delle masse proletarie e popolari. Occorre costruire gli organismi di massa dal basso per la lotta antifascista ed antimperialista e la solidarietà alle rivoluzioni di Nuova Democrazia e alla lotta dei popoli nei paesi oppressi. Occorre costruire il partito maoista delle avanguardie della classe operaia e dei giovani rivoluzionari. Occorre prepararsi a riprendere la Resistenza attraverso una rivoluzione democratica popolare antifascista di lunga durata sulla via del socialismo.

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