Negli ultimi giorni il Kenya è stato teatro di una nuova operazione repressiva contro studenti, attivisti antimperialisti e delegazioni internazionali mobilitate contro il cosiddetto “Africa Forward Summit”, vertice promosso dal governo francese di Emmanuel Macron insieme al governo kenyota di William Ruto. Le proteste erano state organizzate parallelamente al “Pan-Africanism Summit Against Imperialism”, che denunciava il ruolo dell’imperialismo francese in Africa, la militarizzazione del continente, il saccheggio delle risorse e la subordinazione economica dei paesi africani alle potenze imperialiste.
L’11 e il 12 maggio la polizia kenyota ha effettuato arresti, cariche e lanci di lacrimogeni contro studenti, manifestanti e delegati internazionali. Tra gli arrestati figurano attivisti kenyoti e militanti provenienti da Francia, Grecia, Corea del Sud e Gran Bretagna. Secondo diverse ricostruzioni, la repressione è avvenuta mentre i manifestanti cercavano di raggiungere la statua di Dedan Kimathi, storico dirigente della lotta anticoloniale Mau Mau contro l’imperialismo britannico.
Una protesta fuori alla stazione di polizia promossa dai compagni del Partito Comunista del Kenya Marxista ha ottenuto una risposta altrettanto violenta, con tanto di spari contro i manifestanti che chiedevano il rilascio degli arrestati.
Dietro questa repressione emerge ancora una volta il carattere semicoloniale e antipopolare del regime compradore kenyota, sempre più integrato nelle strategie dell’imperialismo occidentale. Le mobilitazioni contro il vertice Francia-Africa hanno denunciato accordi militari, penetrazione economica e nuove forme di dominio imperialista nel continente africano, mentre il governo Ruto risponde con repressione, arresti e intimidazioni contro giovani, studenti e organizzazioni popolari.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e agli attivisti colpiti dalla repressione e ribadiamo la necessità di rafforzare la lotta internazionalista contro imperialismo, capitalismo burocratico e fascistizzazione degli Stati subordinati agli interessi delle potenze imperialiste.
L’imperialismo francese, cercando di preservare il dominio sulle sue ex colonie e di guadagnare nuovi territori per lo sfruttamento da parte dei suoi monopoli privati e pubblici, cerca di mostrarsi come un “padrone benevolo” in confronto all’imperialismo statunitense o al socialimperialismo cinese. Tuttavia, le masse popolari e il proletariato del Kenya e di tutto il continente africano vedono chiaramente la realtà che si nasconde dietro i discorsi altisonanti dell’imperialista Macron.
Per noi antimperialisti italiani è importante menzionare come anche l’imperialismo italiano, tramite il cosiddetto “Piano Mattei”, stia cercando di recuperare il suo “posto al sole” in Africa. Smascherare questi falsi tentativi umanitari è di primaria importanza.
La repressione non fermerà la resistenza dei popoli oppressi contro sfruttamento, guerra e dominio imperialista!

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